Strage davanti alla moschea di San Diego: cinque morti, indagini per possibile crimine d’odio

Gregory Bull / AP

Due adolescenti hanno aperto il fuoco all’esterno dell’Islamic Center, uccidendo tre uomini, tra cui un addetto alla sicurezza. I sospetti sono stati trovati morti poco dopo

di Redazione

(EN24) – Cinque persone sono morte nella sparatoria avvenuta lunedì 18 maggio 2026 davanti all’Islamic Center of San Diego, la più grande moschea della città californiana. Secondo quanto riferito dalle autorità, due giovani armati, di 17 e 18 anni, hanno aperto il fuoco all’esterno del centro islamico, uccidendo tre uomini, tra cui una guardia di sicurezza. I due sospetti sono stati poi trovati morti, apparentemente per ferite autoinflitte da arma da fuoco.

La polizia di San Diego e l’FBI stanno indagando sull’attacco come possibile crimine d’odio, pur precisando che il movente non è stato ancora accertato in via definitiva. L’assalto è avvenuto a ridosso della festività musulmana dell’Eid al-Adha, aumentando la preoccupazione all’interno della comunità islamica locale.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, poche ore prima della sparatoria la madre di uno dei due ragazzi aveva contattato la polizia segnalando che il figlio, in stato suicidario, si era allontanato da casa portando con sé delle armi da fuoco. Gli agenti erano già alla ricerca dei due giovani quando è scattato l’allarme al centro islamico.

L’intervento delle forze dell’ordine è stato massiccio, con decine di agenti inviati nell’area. Le autorità hanno confermato che i bambini presenti nella scuola Bright Horizon Academy, ospitata nel complesso della moschea, sono rimasti illesi.

Un ruolo decisivo, secondo la polizia, sarebbe stato svolto dalla guardia di sicurezza uccisa nell’attacco, il cui intervento avrebbe contribuito a limitare ulteriori vittime. Gli investigatori ritengono inoltre che i due sospetti possano essere collegati a un altro episodio avvenuto poco dopo, quando alcuni colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi contro un addetto alla manutenzione del verde nelle vicinanze.

Il sindaco di San Diego, Todd Gloria, aveva inizialmente parlato di una «situazione con tiratore attivo», invitando la popolazione a evitare la zona mentre le autorità cercavano di mettere in sicurezza l’area. Nelle ore successive, l’emergenza è stata dichiarata rientrata, ma la città è rimasta sotto shock per una delle più gravi aggressioni contro un luogo di culto registrate negli Stati Uniti negli ultimi anni.

L’attacco ha suscitato immediate reazioni di condanna e rinnovato i timori per la sicurezza delle comunità religiose, in un contesto già segnato da forti tensioni internazionali e da un aumento dell’allerta attorno ai luoghi di culto.

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