Taranto, l’allarme di Fratelli d’Italia: «L’esternalizzazione dei controlli stradali svuota la macchina comunale»

Il Circolo “Radici” contesta l’affidamento esterno da 160mila euro per la verifica dei ripristini: «Manca una visione strategica per il rafforzamento degli uffici interni»

di Redazione

TARANTO – La gestione delle manutenzioni stradali a Taranto finisce al centro di una dura riflessione politica. Al centro della polemica sollevata dal Circolo “Radici” di Fratelli d’Italia, guidato dalla presidente Annita Lavecchia, non c’è solo la qualità dei lavori sul suolo pubblico, ma il modello amministrativo scelto dalla giunta comunale per garantirne il controllo.

Il casus belli è la determina dello scorso 19 dicembre 2025, con la quale l’Ente ha disposto l’affidamento a un soggetto esterno delle attività di verifica e controllo sui ripristini delle manomissioni stradali. Un’operazione dal costo superiore ai 160 mila euro che, secondo gli esponenti di FdI, mette a nudo una preoccupante fragilità strutturale di Palazzo di Città.

Il nodo delle competenze: una delega rischiosa

Per il Circolo “Radici”, la scelta di ricorrere a consulenze private per funzioni che dovrebbero essere “ordinarie” rappresenta un paradosso amministrativo. Se da un lato il Comune autorizza gli interventi, dall’altro ammette implicitamente di non avere i mezzi o l’organizzazione interna per verificare che quegli stessi lavori siano eseguiti a regola d’arte. «Questa impostazione evidenzia una criticità profonda nell’organizzazione dell’Ente – dichiara Annita Lavecchia –. Nel medio periodo, l’esternalizzazione sistematica comporta non solo costi maggiori, ma soprattutto una pericolosa dispersione di competenze. Si riduce la capacità amministrativa di presidiare direttamente funzioni che hanno un impatto immediato sulla vita dei cittadini».

Sicurezza e decoro: un controllo che deve restare pubblico

La critica di Fratelli d’Italia tocca un punto nevralgico: la sicurezza stradale. Delegare a terzi il monitoraggio dei ripristini significa, secondo il partito, allontanare la responsabilità politica e tecnica da ambiti che richiedono un controllo costante e autorevole.

Il rischio delineato è quello di una “desertificazione” professionale degli uffici comunali: invece di investire su nuove assunzioni, formazione del personale e ammodernamento dei processi interni, si preferisce la soluzione “chiavi in mano” esterna, che però non costruisce valore duraturo per la struttura pubblica.

Verso un Comune autorevole

L’appello lanciato dal Circolo “Radici” punta a un’inversione di rotta programmatica. Taranto, secondo Lavecchia, ha bisogno di un’amministrazione che torni a essere protagonista dei propri processi gestionali.

«Non è un attacco al singolo provvedimento, ma a un modello che sta diventando prassi – conclude la nota dell’Ufficio Stampa –. Chiediamo che si avvii un percorso di rafforzamento della pianta organica. Solo un Comune solido e capace di valorizzare le proprie risorse umane può garantire trasparenza, efficienza e, soprattutto, la qualità dello spazio pubblico che i tarantini meritano».

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