Usa-Iran, spiraglio per l’accordo: Hormuz e uranio restano i nodi decisivi

Un murales a Teheran - (Ipa)

Rubio parla di possibile intesa a breve, ma Trump frena: nessuna corsa verso un cattivo accordo. La riapertura dello Stretto e il destino dell’uranio arricchito iraniano al centro della trattativa

di Redazione

(EN24) – Stati Uniti e Iran restano al tavolo dei negoziati e un’intesa potrebbe arrivare anche in tempi rapidi, ma la strada verso un accordo definitivo resta complessa. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di una proposta “solida” per arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale del petrolio, e per avviare un confronto concreto sul dossier nucleare iraniano.

La trattativa, secondo quanto riportato da Adnkronos, ruota attorno a un memorandum d’intesa che dovrebbe porre fine alla guerra con l’Iran e consentire il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz. Si tratta però di una cornice generale, non ancora di un accordo completo: molti dettagli restano da definire, a partire dalle modalità di riapertura del passaggio marittimo e dalla gestione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti.

Il secondo nodo riguarda l’uranio iraniano arricchito al 60%. Washington punta a impedire che Teheran possa disporre di materiale utilizzabile per sviluppare armi atomiche, mentre il destino delle scorte resta oggetto di negoziato. Secondo le ricostruzioni citate dalla stampa americana, le parti potrebbero avere fino a 60 giorni per definire i punti finali dell’intesa sul programma nucleare.

Rubio ha confermato che gli Stati Uniti vogliono dare alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di valutare altre strade. Allo stesso tempo, il segretario di Stato ha ricordato che un’intesa di questa portata non può essere chiusa in poche ore, soprattutto perché coinvolge sicurezza regionale, traffici energetici e programma nucleare iraniano.

Più prudente Donald Trump, che ha chiesto ai suoi negoziatori di non affrettare la conclusione dell’accordo. Il presidente americano ha fatto sapere di non voler firmare un’intesa debole o incompleta, ribadendo che la rimozione del blocco navale sarà legata al rispetto degli impegni da parte dell’Iran.

Il principio indicato da Washington è quello di un allentamento progressivo: più lo Stretto verrà riaperto e messo in sicurezza, più il blocco potrà essere ridotto. Ma resta una condizione politica centrale: se Teheran non rispetterà gli accordi, non otterrà benefici. Il negoziato entra quindi in una fase decisiva, con la diplomazia chiamata a trasformare una possibile cornice d’intesa in un accordo capace di reggere sul piano militare, energetico e nucleare.

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