Usa, scagionato dal DNA dopo 41 anni nel braccio della morte

Nicolas Guyonnet / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP - Cella di una prigione

Douglas Carter torna in libertà per un clamoroso errore giudiziario: nel 1985 era stato condannato per l’omicidio di Eva Olesen a Provo, nello Utah.

di Redazione

(EN24) – Dopo oltre quattro decenni trascorsi in una cella d’isolamento in attesa dell’esecuzione, un uomo torna libero da innocente. Si tratta di Douglas Carter, finito nel braccio della morte nel 1985 per il delitto di Eva Olesen, avvenuto nella cittadina di Provo, nello Utah.

A mettere la parola fine a una vicenda giudiziaria durata 41 anni sono state le nuove analisi condotte sulle tracce genetico-forensi repertate all’epoca dell’omicidio. I test del DNA, effettuati grazie alle moderne tecnologie di comparazione scientifica, hanno smentito in modo inequivocabile la ricostruzione dell’accusa, escludendo la presenza dell’uomo sulla scena del crimine e dimostrando la sua totale estraneità ai fatti.

La decisione dei giudici cancella così una sentenza da incubo e riapre una ferita profonda sul tema dei giudizi errati nell’applicazione della pena capitale negli Stati Uniti. Per Carter si spalancano finalmente le porte del carcere, ponendo termine a una delle detenzioni ingiuste più lunghe della storia giudiziaria americana recente.

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