Cittadini e istituzioni a confronto sulla riforma costituzionale: separazione delle carriere e fine del sistema delle correnti per un processo penale moderno e imparziale.
di Redazione
SAN GIORGIO JONICO (TA) – Una sala gremita, specchio di una cittadinanza attenta e desiderosa di approfondire i temi che cambieranno il volto della magistratura italiana. Presso il circolo di Fratelli d’Italia in via Principe di Piemonte 130, si è svolto ieri sera l’atteso incontro pubblico “Le ragioni del Sì”. L’evento, organizzato dal coordinamento cittadino e provinciale di Fratelli d’Italia (Dipartimento Giustizia), ha visto una partecipazione di cittadini curiosi e attenti, pronti a confrontarsi su una riforma definita “di civiltà”.

L’Avv. Leo, coordinatore cittadino FDI San Giorgio Jonico
Il dibattito è stato introdotto dall’Avv. Danilo Claudio Leo, Coordinatore FdI di San Giorgio Jonico, che ha presentato l’ampio panel di relatori e facilitato il collegamento in remoto con l’On. Dario Iaia, Presidente Provinciale del partito. L’On. Iaia, pur impegnato simultaneamente in altri incontri istituzionali a Torricella e Ginosa, non ha fatto mancare il proprio contributo, portando un saluto ai presenti e sottolineando come la capillarità della mobilitazione sul territorio ionico sia il motore trainante di questo cambiamento.
Il consigliere regionale di FDI Giampaolo Vietri ha operato una sintesi efficace della proposta legislativa, focalizzandosi sui tre punti di rottura con il passato: la separazione delle carriere, lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) in due organi distinti – uno per i giudicanti e uno per i requirenti – e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.

Il consigliere regionale di FDI Giampaolo Vietri

L’Avv. Antonella Semeraro, Resp. del Dipartimento Giustizia FdI per la provincia di Taranto
Subito dopo, la parola è passata ai saluti istituzionali dell’Avv. Antonella Semeraro, Responsabile del Dipartimento Giustizia FdI per la provincia di Taranto, e dell’Avv. Francesco Ciro Miale, Coordinatore Regionale di Nazione Futura. Entrambi hanno portato il loro contributo al dibattito, salutando la folta platea e lanciando un forte appello al voto: «Non lasciamo che questa occasione storica passi inosservata. Invitiamo ogni cittadino a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo per sostenere il Sì, perché solo attraverso la partecipazione popolare potremo garantire una giustizia realmente equa e un giudice realmente terzo».

L’Avv. Francesco Ciro Miale, Coordinatore Regionale di Nazione Futura.

L’On. Giovanni Maiorano si è poi soffermato sulle dinamiche referendarie, criticando aspramente l’atteggiamento delle opposizioni: «La sinistra sta cercando di inquinare il dibattito con slogan non veritieri e fake news, tentando di trasformare un referendum tecnico e costituzionale in un voto contro il Governo. La realtà è che questa riforma, attesa da cinquant’anni, mira a rendere il sistema giudiziario libero da condizionamenti, finalmente imparziale. Con la separazione delle carriere, il giudice sarà realmente terzo rispetto all’accusa. Si scardinerà il “sistema delle correnti” introducendo il sorteggio per i membri del CSM e sarà istituita un’Alta Corte disciplinare esterna alle dinamiche associative. Con l’Alta Corte disciplinare si valuteranno le eventuali scorrettezze disciplinari dei magistrati: sul suo funzionamento non incideranno le correnti, ma avrà una composizione tale da garantire l’imparzialità di giudizio, in linea col principio che chi sbaglia paga, anche se è magistrato».

L’On. Giovanni Maiorano
L’Avv. Vincenzo d’Elia (Camera Penale di Taranto) ha tracciato un excursus storico del processo penale, dal modello gerarchico piemontese del 1865 al codice Rocco, fino alla svolta accusatoria del Codice Vassalli del 1989: «Il Referendum del 22-23 marzo 2026 rappresenta l’ultimo bivio: decidere se compiere definitivamente il passaggio verso la parità tra accusa e difesa», ha dichiarato d’Elia.

L’Avv. Vincenzo d’Elia (Camera Penale di Taranto)

L’Avv. Anna Carmen Carabotto, consigliere comunale FdI
Particolarmente incisivo è stato l’intervento dell’Avv. Anna Carmen Carabotto, Consigliere comunale di FdI a San Giorgio Jonico. Con un’analisi lucida e appassionata, la Carabotto ha riportato l’attenzione della platea sul “Caso Palamara”, descrivendolo come il punto di rottura definitivo nel rapporto tra magistratura e cittadini. «Il Caso Palamara non è stato solo un evento di cronaca giudiziaria, ma un vero terremoto politico che ha scoperchiato quello che i media hanno ribattezzato “il sistema”», ha dichiarato l’avvocato Carabotto. «Quello scandalo ha svelato una rete di spartizione di incarichi e nomine basata su logiche di fazione, portando alla luce una vera e propria “perdita dell’innocenza” della magistratura agli occhi dell’opinione pubblica. La riforma che viene proposta è la risposta necessaria a quel degrado: serve a garantire che la carriera di un magistrato dipenda dal merito e non dall’appartenenza a una corrente. Solo così potremo restituire ai cittadini la certezza che, entrando in un tribunale, troveranno un arbitro imparziale e non un sistema autoreferenziale».

L’Avv. Gianluca Mongelli, Past President della Camera Penale di Taranto
L’Avv. Gianluca Mongelli, Past President della Camera Penale di Taranto, ha offerto una prospettiva tecnica di altissimo profilo, volta a smontare i pregiudizi corporativi che spesso circondano la riforma, concludendo con un appello accorato: «La separazione non mortifica la magistratura, ma la valorizza a livello costituzionale nelle sue distinte funzioni. Realizza e concretizza il giusto processo con un giudice davvero terzo e ne lascia immutata indipendenza e autonomia. Basta inutili strumentalizzazioni, un SI convinto per una riforma di civiltà».

Francesco Liace, Comitato ‘Sì Riforma’ di San Giorgio Jonico
In conclusione, Francesco Liace, del Comitato ‘Sì Riforma’ di San Giorgio Jonico, ha ribadito l’impegno sul territorio: «Siamo qui per dare risposte concrete ai dubbi della gente. Questa riforma protegge i diritti di tutti e riporta l’equilibrio necessario tra accusa e difesa».
L’incontro si è chiuso tra gli applausi di una platea consapevole dell’importanza della sfida referendaria del 22 e 23 marzo, consolidando il ruolo del circolo come cuore pulsante del confronto democratico locale.

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