Volo Pisa-Glasgow in balia della tempesta: atterraggio d’emergenza con i serbatoi quasi vuoti

Giannis Alexopoulos / NurPhoto / NurPhoto via AFP - Una vista generale dell'aeroporto di Manchester

Tre tentativi falliti per le raffiche di vento e il no di uno scalo prima del “Mayday Fuel”: il Boeing 737 tocca terra con soli 9 minuti d’autonomia.

di Redazione

(EN24) – Un collegamento di linea partito dall’aeroporto di Pisa e diretto in Scozia si è trasformato in un’autentica prova di forza nei cieli del Regno Unito. Il Boeing 737-800, identificato dalla sigla 9H-QBD, si è trovato ad affrontare la furia della Tempesta Amy, affrontando raffiche di vento superiori ai 90 chilometri orari e una sequenza improvvisa di imprevisti che hanno ridotto l’autonomia di volo al limite estremo.

Nonostante l’imbarco preventivo di carburante supplementare per far fronte al maltempo, il primo approccio alla pista di Glasgow Prestwick è stato interrotto a soli 80 metri dal suolo a causa di un violento “windshear”, la pericolosa variazione improvvisa del vento che priva l’aeromobile di portanza. Un secondo tentativo si è fermato ad appena 15 metri d’altezza per lo stesso motivo, imponendo l’applicazione delle rigide norme di sicurezza aziendali che vietano ulteriori manovre sullo stesso scalo dopo due riattaccate.

La rotta di dirottamento pianificata verso Manchester ha riservato un ostacolo inatteso: la torre di controllo locale ha respinto la richiesta d’atterraggio per un cortocircuito di comunicazione interno con i servizi a terra. L’equipaggio ha dovuto virare verso Edimburgo, ma anche qui le condizioni meteorologiche estreme hanno reso impossibile la discesa, costringendo i piloti a riprendere quota per la terza volta.

Con la spia del livello minimo di carburante accesa in entrambi i serbatoi e il rischio imminente di rimanere a secco, i piloti hanno lanciato il messaggio radio d’emergenza assoluta: “Mayday, Mayday, Mayday Fuel”. La chiamata prioritaria ha costretto le autorità di volo ad aprire una rotta diretta su Manchester. L’aereo è riuscito infine a toccare terra alle 19:52, dopo ben un’ora e tre quarti di manovre disperate. Al momento dello spegnimento dei motori, nei serbatoi restavano appena 240 chilogrammi di carburante, pari a circa 9 minuti di autonomia residua. Gli esiti delle indagini sull’episodio hanno spinto lo scalo di Manchester a revisionare immediatamente i protocolli di gestione per evitare il respingimento di voli in potenziale emergenza.

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