Il ministro dell’Agricoltura illustra le misure inserite nella manovra 2027: confermato l’azzeramento dell’Irpef agricola, circa un miliardo per ridurre le accise sul gasolio, 160 milioni per Agricoltura 4.0 e un fondo da 100 milioni per ammodernare la flotta peschereccia
di Redazione
(EN24) – Agricoltura e pesca entrano tra i capitoli centrali della manovra 2027. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha tracciato il quadro delle misure che il governo intende mettere in campo per sostenere due comparti sottoposti negli ultimi mesi a una forte pressione, soprattutto per l’aumento dei costi energetici e del carburante. Intervistato dalla direttrice dell’AGI Rita Lofano durante la convention di “Sud chiama Nord” a Roma, il ministro ha annunciato la conferma dell’azzeramento dell’Irpef per gli agricoltori e l’introduzione di una tutela strutturale sul fronte degli ammortizzatori sociali per i pescatori.
Il primo intervento riguarda proprio il prelievo fiscale sul settore agricolo. Nella legge di Bilancio viene confermato l’azzeramento dell’Irpef sui redditi dominicali e agrari per una larga parte degli operatori, proseguendo una misura già adottata negli anni precedenti. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso fiscale sulle imprese in una fase nella quale margini e redditività sono stati messi sotto pressione dall’aumento dei costi di produzione, dei fertilizzanti, dell’energia e dei carburanti.
Accanto alla misura fiscale, il governo conferma anche un impegno molto consistente sul gasolio agricolo. Nel quadro della manovra sono previsti circa un miliardo di euro destinati alla riduzione delle accise sul carburante utilizzato nelle attività agricole. È una voce particolarmente rilevante per un settore nel quale l’impiego di trattori, macchine operatrici e mezzi per la coltivazione continua a incidere fortemente sui costi aziendali.
La questione del carburante è diventata nelle ultime settimane uno dei principali terreni di intervento dell’esecutivo. Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un ulteriore pacchetto da 70 milioni di euro destinato ad agricoltura e pesca. Sessanta milioni sono riservati alle imprese agricole e prevedono un contributo a fondo perduto pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro. Secondo il ministero, la misura riguarda circa 121 milioni di litri di carburante.
Queste risorse si aggiungono ai 100 milioni già stanziati in precedenza e destinati a oltre 138mila imprenditori agricoli. La gestione dei nuovi contributi è affidata ad Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, con l’obiettivo dichiarato di accelerare al massimo le procedure. I termini e le modalità per presentare la documentazione devono essere definiti in tempi molto brevi, mentre i pagamenti sono previsti entro trenta giorni dalla conclusione degli adempimenti.
Un altro capitolo importante della manovra riguarda l’innovazione. Il governo prevede 160 milioni per Agricoltura 4.0, con la proroga del credito d’imposta fino al 2029. Le risorse saranno destinate all’acquisto di trattori e macchinari ad alto contenuto tecnologico, strumenti per l’agricoltura di precisione, sistemi digitali di monitoraggio delle coltivazioni e tecnologie capaci di ridurre consumi, costi e impatto ambientale.
Il principio alla base della misura è quello di spingere il settore verso un modello produttivo più efficiente, nel quale digitalizzazione e tecnologia possano aiutare anche le aziende di dimensioni medio-piccole. Per molte imprese agricole, infatti, il problema non è soltanto il costo dell’innovazione ma la possibilità concreta di sostenere investimenti che richiedono capitali significativi e producono benefici nel medio periodo.
Sul fronte della pesca, la novità più rilevante riguarda invece gli ammortizzatori sociali. Lollobrigida ha annunciato che diventa strutturale il trattamento sostitutivo della retribuzione per i pescatori, attraverso l’accesso alla Cisoa, la Cassa integrazione salariale operai agricoli. Dopo l’inserimento del comparto nel Fondo di solidarietà, il settore ittico potrà quindi beneficiare di uno strumento che fino a oggi non aveva carattere stabile.
La misura assume un peso particolare per un comparto esposto a lunghi periodi di fermo, sia per ragioni biologiche e ambientali sia per le oscillazioni dei costi e le difficoltà legate alla disponibilità di carburante. La possibilità di accedere a una forma strutturale di integrazione salariale punta a dare maggiore certezza ai lavoratori durante le fasi in cui l’attività di pesca viene sospesa o drasticamente ridotta.
Anche per la pesca il governo ha previsto interventi diretti sul caro gasolio. Ai 10 milioni già erogati in precedenza a beneficio di oltre 1.600 aziende si sono aggiunti altri 10 milioni approvati con il decreto del 22 ottobre. In questo caso il contributo a fondo perduto è pari al 10% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante nello stesso periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 ottobre.
Ma la strategia non si limita al sostegno immediato. Nella manovra viene istituito anche un fondo per l’efficientamento energetico e l’ammodernamento della flotta peschereccia, con una dotazione di 100 milioni di euro per il biennio 2027-2028. L’obiettivo è favorire il rinnovo dei mezzi, ridurre i consumi e accompagnare il comparto verso tecnologie più moderne e meno dipendenti dal carburante tradizionale.
Per Lollobrigida, agricoltura e pesca devono essere considerate settori strategici, non comparti da sostenere soltanto nelle fasi di emergenza. Il ministro ha collegato le misure alla difesa della sovranità alimentare, della competitività del Made in Italy e della capacità dell’Italia di mantenere filiere produttive autonome in un contesto internazionale sempre più instabile.
Negli ultimi mesi il governo è intervenuto anche sul fronte dei fertilizzanti. A settembre il Ministero dell’Agricoltura ha attivato oltre 136 milioni di euro per compensare parte degli aumenti registrati nei costi dei concimi. Le risorse derivano per oltre 45 milioni dalla Riserva agricola europea e per altri 91 milioni da fondi nazionali e sono destinate, secondo il Masaf, a più di 547mila agricoltori. Il contributo punta a compensare il 50% degli aumenti sostenuti dalle colture maggiormente esposte all’incremento dei prezzi.
Lollobrigida ha inoltre ribadito che il governo continuerà a chiedere margini più ampi anche in sede europea. Il ministro ha già portato il tema al Consiglio Agrifish, sollecitando la possibilità di destinare ulteriori risorse alle imprese agricole e della pesca colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle conseguenze delle crisi internazionali.
Il quadro che emerge dalla manovra è dunque composto da interventi di natura diversa: alleggerimento fiscale, sostegno diretto sul carburante, investimenti nell’innovazione, ammortizzatori sociali e fondi per il rinnovo tecnologico. Misure che cercano di rispondere contemporaneamente all’emergenza dei costi e alla necessità di rendere i due comparti più competitivi nel medio periodo.
Resta naturalmente da verificare come queste risorse verranno tradotte nella versione definitiva della legge di Bilancio e quali saranno i tempi effettivi di accesso agli incentivi. Per le imprese agricole e della pesca, infatti, la rapidità delle procedure rappresenta un elemento decisivo quanto l’entità degli stanziamenti.
Il messaggio politico di Lollobrigida è però chiaro: il governo intende continuare a sostenere agricoltori e pescatori non soltanto attraverso ristori temporanei, ma costruendo strumenti destinati a durare. Zero Irpef per gli agricoltori, cassa integrazione strutturale per i pescatori, investimenti in macchinari e flotta e sostegno sul carburante sono i pilastri indicati per il 2027.
La sfida sarà ora trasformare gli stanziamenti in un alleggerimento reale dei costi e in una maggiore capacità di investimento delle imprese. Perché, soprattutto nei comparti agricolo e ittico, la tenuta economica non riguarda soltanto chi produce: coinvolge direttamente la sicurezza alimentare, il presidio dei territori, l’occupazione e una parte rilevante del Made in Italy.

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