Il Pontefice manifesta profondo dolore per i recenti attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili, sostenendo la ripresa dei negoziati e indicando l’amore fraterno come unica via per la concordia.
di Redazione
(EN 24) – Un accorato invito a far tacere le armi e a restituire spazio alla diplomazia ha caratterizzato la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. Papa Leone XIV ha rivolto un nuovo pensiero alla tragedia della guerra in Ucraina, esprimendo profonda sofferenza per il recrudescere dei bombardamenti che continuano a colpire i centri urbani e le strutture civili del Paese.
Il Santo Padre si è detto vicinissimo alla sofferenza dei cittadini e delle famiglie travolte dai recenti attacchi, ribadendo che la violenza non potrà mai rappresentare una soluzione alle controversie internazionali.
L’appello per i negoziati e la forza della diplomazia
Nel corso del suo intervento, il Papa ha incoraggiato espressamente i tentativi diplomatici volti a riallacciare i canali di dialogo tra le parti. L’auspicio espresso dal Pontefice è che gli sforzi profusi in questi giorni per riprendere i colloqui possano portare a risultati concreti, capaci di fermare la scia di distruzione e garantire la protezione degli innocenti.
Leone XIV ha esortato l’intera comunità internazionale a non cedere alla rassegnazione e a sostenere ogni iniziativa che favorisca la concordia, non soltanto in Europa orientale ma in tutti i teatri di conflitto attualmente aperti nel mondo.
Il debito dell’amore fraterno contro i rischi della maldicenza
Prima dell’appello di pace, il Pontefice ha sviluppato una riflessione spirituale dedicata al tema Evangelico della correzione e dell’amore fraterno. Commentando le Scritture, il Papa ha ricordato che esiste un debito permanente che arricchisce e libera gli individui: quello del bene e del rispetto reciproco.
Il Santo Padre ha inoltre messo in guardia dai pericoli della maldicenza e del lamento sterile, atteggiamenti che paralizzano le relazioni e impediscono la riconciliazione. La via tracciata dal Vangelo insegna invece a superare le divisioni sia attraverso il confronto aperto sia mediante la preghiera condivisa, indispensabile per costruire comunità unite e capaci di accoglienza.

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