Emergono i dettagli drammatici dell’ultima telefonata registrata dai centralini di soccorso prima del tragico epilogo sul viadotto della Panoramica A1.
di Redazione
(EN24) – Proseguono le indagini sul femminicidio di Lorena Isceri, la manager di 45 anni rapita, bloccata con le fascette e chiusa nel bagagliaio della propria auto dall’ex compagno Federico Vella, che l’ha poi scaraventata da un viadotto dell’autostrada A1 a Barberino di Mugello prima di togliersi la vita a sua volta. Dalle registrazioni dei soccorsi affiora un quadro ancora più drammatico e toccante dei minuti conclusivi della tragedia.
La vittima ha tentato fino all’ultimo istante di placare la furia e la gelosia dell’uomo, cercando una via di fuga verbale prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
L’ultimo disperato tentativo di salvarsi
Mentre si trovava ancora intrappolata all’interno del veicolo e successivamente a contatto con l’aggressore, Lorena Isceri è riuscita a mantenere la linea telefonica con i centralini del 112. Nel tentativo di tranquillizzare l’ex partner, la donna ha pronunciato frasi estreme dettate dalla necessità di sopravvivere: “Federico calmati, ti amo. Possiamo tornare insieme”.
Le registrazioni audio e i verbali delle chiamate testimoniano la lucida disperazione della quarantacinquenne, che ha tentato di assecondare l’ossessione dell’uomo pur di far guadagnare tempo alle pattuglie della Polizia stradale in corsa lungo il tratto autostradale.
Gli audio della Polizia e la dinamica sul viadotto
I filmati ripresi dalle bodycam degli agenti arrivati sul posto mostrano i concitati momenti della trattativa. La pattuglia ha individuato il SUV fermo lungo il viadotto e ha provato a dissuadere Vella dall’eseguire il gesto estremo. L’uomo, tuttavia, in preda ad uno stato di forte alterazione, ha pronunciato frasi confuso-giustificatorie accusando la donna prima di spingerla nel vuoto da un’altezza di oltre venticinque metri e di lanciarsi subito dopo.
Nelle prossime ore le forze dell’ordine e gli inquirenti completeranno gli esami autoptici ed etilometrici sui corpi di entrambe le vittime per chiarire del tutto i dettagli dell’agguato premeditato scattato nel garage di casa a Firenze.

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