Annibale Carta, l’audio choc del delitto del personal trainer a Foggia: «Non ti disturbo più, ma che fai mi ammazzi?» Sospetti su un uomo in bici

Forse la lite con il suo assassino potrebbe essere legata all’animale. Ma è solo un’ipotesi, potrebbe anche trattarsi di vecchie ruggini tra i due. Gli inquirenti stanno vagliando ogni pista

di Luca Pernice

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Annibale Carta, detto Dino, il 42enne ucciso nella serata di lunedì 13 aprile a Foggia. Un delitto che continua a interrogare gli inquirenti e che, nelle ultime ore, si arricchisce di particolari inquietanti, emersi anche grazie a materiale audio inedito.
Nel pomeriggio di oggi durante la trasmissione Ore 14 in onda su Raidue, è stato diffuso in esclusiva l’audio proveniente da una telecamera di sorveglianza situata in un condominio a circa trenta metri dal luogo dell’agguato, in via Caracciolo. Una registrazione che, secondo quanto emerso, avrebbe immortalato gli istanti precedenti all’aggressione.

Dall’audio si percepisce un diverbio che ci sarebbe stato tra la vittima e il suo aggressore. Dopo uno scambio concitato di frasi, si odono distintamente gli spari della pistola che hanno ucciso l’uomo. Particolarmente rilevanti sono alcune delle parole captate dall’audio, che potrebbero offrire una chiave di lettura sul movente.

Prima di essere ucciso, Carta avrebbe pronunciato frasi come: «No, non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro». Parole che fanno pensare a una tensione per questioni legate al cane che la vittima stava portando a spasso in quel momento. Non si esclude, tuttavia, che alla base dell’omicidio possano esserci anche vecchie ruggini o questioni pregresse mai risolte. Altri passaggi dell’audio restituiscono il clima di crescente tensione: «Capisci, se cambi idea ti ammazzo?» e, poco dopo, la reazione incredula della vittima: «Ma che fai? Mi spari?». Subito dopo si sentono chiaramente i quattro colpi di pistola.

Sulla questione dell’audio choc è intervenuto  il procuratore capo di Foggia Enrico Infante. «C’è un audio andato in onda questo pomeriggio in tv, di cui non abbiamo parlato noi.  E’ facile mandarlo in onda e commentarlo ma banalmente abbiamo bisogno, ad esempio, di una consulenza fonica per capire le voci. Questo vale anche per filmati o video analoghi. Occorrono le verifiche e i riscontri. Purtroppo, mi rendo conto, i tempi delle investigazioni non sono quelli di una opinione pubblica allarmata e anche dei media che sono preoccupati e che vorrebbero avere risposte in tempo reale ma questo purtroppo non può essere. L’impegno è massimo. Tutti avvertono – aggiunge Infante – la peculiarità e la drammaticità di questo caso, una persona normale e perbene uccisa sotto casa sua. Comprendo benissimo la preoccupazione dell’opinione pubblica e la dinamica dei mezzi di informazione».
Si starebbero concentrando  sulla figura di un uomo, con il capo coperto da un cappuccio, che in sella ad una bicicletta si allontana dal luogo del delitto, le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Foggia.

 

 

fonte: Corriere del Mezzogiorno

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