Castellaneta (TA), l’opposizione attacca: «Di Pippa non decide, cede soltanto»

Fratelli d’Italia, Forza Italia, Castellaneta Domani e Buongiorno Castellaneta replicano al Sindaco: «La città è ostaggio di sgarbi e sgambetti interni alla maggioranza».

Il panorama politico di Castellaneta si infiamma dopo le ultime dichiarazioni del Sindaco Gianni Di Pippa. Con una nota congiunta, le forze di minoranza — Fratelli d’Italia, Forza Italia, Castellaneta Domani e Buongiorno Castellaneta — hanno risposto punto su punto al primo cittadino, ribaltando la narrazione dei fatti recenti e dipingendo un quadro di profonda instabilità amministrativa. «Finalmente il Sindaco ha detto una cosa giusta: ha dovuto cedere», esordiscono polemicamente le sigle di centrodestra e civiche, sostenendo che quella del “cedimento” sia ormai la cifra stilistica dell’intero percorso politico di Di Pippa.

Il Sindaco Gianni Di Pippa

Una storia di compromessi e “staffette”

Secondo l’opposizione, la carriera del Sindaco sarebbe costellata da inversioni di marcia e alleanze di pura convenienza. Il comunicato elenca minuziosamente i passaggi in cui Di Pippa avrebbe sacrificato la coerenza pur di mantenere la guida del Comune: dal passaggio da “apartitico” alla scalata interna al PD, fino al sostegno cercato presso quel Michele Emiliano di cui, in passato, era stato un severo critico.

Il durissimo attacco prosegue toccando i nervi scoperti della gestione consiliare: «Ha dovuto cedere accompagnandosi elettoralmente a chi lui stesso aveva indirettamente definito vicino a contesti mafiosi in Commissione Antimafia», si legge nel comunicato, che cita inoltre i salvataggi in aula da parte dell’opposizione stessa, necessari per approvare il rendiconto di gestione o per far passare progetti come la rigenerazione “Costa”, laddove la sua stessa maggioranza si era spaccata.

«Inchiodato alla poltrona»

L’accusa più pesante riguarda la mancanza di una reale leadership. Per i firmatari della nota, Di Pippa non sarebbe il timoniere di un processo politico, ma un amministratore che “insegue” gli eventi e le pretese dei suoi alleati. «Gianni Di Pippa ha dovuto cedere anticipando le staffette politiche, lasciando fuori dalla giunta il suo PD e facendosi fotografare nel comitato elettorale di chi non voleva fosse eletto in Regione», incalzano le opposizioni, descrivendo un sindaco «inchiodato a una poltrona» alla quale nega di essere attaccato.

Una città ferma tra “comizietti” e smentite mancate

Il centrodestra e le civiche chiudono la riflessione puntando l’attenzione sullo stato della città, che risulterebbe la vera vittima di queste manovre di palazzo. La critica si estende anche alla comunicazione istituzionale del primo cittadino, liquidata come una serie di «soliti comizietti» che, secondo l’opposizione, non riuscirebbero a smentire quanto riportato dalla stampa nazionale (con riferimento specifico a “Il Fatto Quotidiano”).

«Inutile oggi provare a raccontare certe storie come una scelta — conclude la nota — perché la verità è semplice: un sindaco che decide non cede a chi lo mette in minoranza sul suo programma elettorale». Mentre la maggioranza si consuma tra sgarbi e sgambetti interni, la minoranza compatta ribadisce il fatto politico: Castellaneta resta ferma, in attesa di una guida che non si limiti a inseguire i numeri necessari alla propria sopravvivenza.

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