Dopo gli Stati Generali dello Sport, la referente OINP Puglia racconta il nuovo metodo nato con Emanuela De Leo e Katia Arrighi: sport, inclusione, legalità e sviluppo come infrastruttura sociale per la Terra Jonica
di Salvatore Stano
(EN24) – Agli Stati Generali dello Sport, ospitati a Taranto e dedicati al tema “Inclusione, Diritto, Economia e Sostenibilità: il futuro del territorio”, l’Osservatorio Italiano No Profit e la dott.ssa Valentina Fusco hanno presentato il nuovo metodo dell’Assessment Sportivo, un modello operativo che utilizza i criteri della valutazione sportiva per leggere i bisogni del territorio, rafforzare le reti sociali e trasformare lo sport in un motore di riscatto collettivo.
Un progetto nato in sinergia con il Segretario Generale dell’OINP, l’Avv. Emanuela De Leo, e con la dottoressa Katia Arrighi, vicepresidente dei Consulenti dello Sport. Al centro, una visione ambiziosa: fare di Taranto e della Terra Jonica un laboratorio permanente di inclusione, legalità, salute, economia sociale e sostenibilità, in vista anche della grande sfida internazionale dei Giochi del Mediterraneo 2026 che si svolgeranno a Taranto.
In questa intervista, Valentina Fusco racconta la genesi del percorso, il ruolo dello sport nelle ferite sociali del territorio, il coinvolgimento delle istituzioni, la collaborazione con ENS, il valore dei cantieri e il significato umano e politico di una nuova narrazione per Taranto e per l’intera Puglia.


Dottoressa Fusco, gli Stati Generali dello Sport hanno sancito l’arrivo ufficiale dell’Osservatorio Italiano No Profit in Puglia. Perché ha scelto di far partire questo percorso proprio da Taranto e dalla Terra Jonica?
Valentina Fusco: «Taranto è una terra di straordinaria bellezza e dalle potenzialità infinite, ma è anche un territorio che per troppo tempo è rimasto intrappolato in logiche e stereotipi industriali complessi. Ho voluto fortemente che il nostro percorso partisse da qui perché la Terra Jonica oggi si trova di fronte a un bivio storico, specialmente con l’orizzonte internazionale dei Giochi del Mediterraneo. Lo sport non può più essere considerato solo come intrattenimento o mera competizione. Deve diventare un’infrastruttura sociale permanente. Questo territorio ha fame di riscatto sociale e noi siamo qui per dimostrare che lo sport è lo strumento più concreto per generare legalità, benessere e una nuova economia diversificata.»

Il fulcro metodologico e la novità assoluta presentata durante i lavori è l’“Assessment Sportivo”, un modello sviluppato in sinergia con il Segretario Generale OINP, l’avvocata Emanuela De Leo, e con la dottoressa Katia Arrighi, vicepresidente dei Consulenti dello Sport. Quali sono le sue applicazioni pratiche e cosa fa concretamente sul campo?
Valentina Fusco: «L’Assessment Sportivo rappresenta un decisivo cambio di paradigma metodologico. In termini pratici, mutuiamo i criteri di valutazione analitica tipici del mondo atletico — finalizzati a misurare le performance, i punti di forza e le aree di miglioramento — e li applichiamo direttamente all’analisi del tessuto sociale. Questo strumento opera sul campo per l’avvio di un laboratorio territoriale permanente: mappa capillarmente i bisogni, le risorse, le fragilità e le potenzialità della comunità locale. Funziona come un vero e proprio specchio dei bisogni dei cittadini, analizzando il territorio secondo le logiche di una squadra di calcio o di un team atletico, definendo con precisione ruoli, compiti e responsabilità delle comunità locali. L’obiettivo dichiarato è unire istituzioni, federazioni, professionisti e terzo settore per pianificare gli interventi, evitando azioni frammentate o temporanee.»


Un aspetto di straordinario rilievo del convegno è stato il forte coinvolgimento dell’ENS, presente attivamente con i suoi massimi dirigenti. In che modo questa sinergia istituzionale a 360 gradi può ridefinire le politiche di inclusione e i modelli economici legati alla disabilità?
Valentina Fusco: «Il supporto concreto e la partecipazione attiva dei vertici dell’ENS confermano la nostra volontà di declinare il concetto di inclusione a 360 gradi, senza lasciare indietro nessuno e strutturando risposte solide ed economicamente sostenibili. È necessario promuovere una profonda evoluzione culturale e spezzare la vecchia narrazione: dobbiamo smettere di guardare alle fragilità territoriali o personali in termini di privazione o come a qualcosa che manca. Questo cambio di paradigma ci impone di considerare la disabilità non come una mancanza, ma come una componente integrante, attiva e vitale di quel tessuto connettivo che unisce la comunità sul piano sociale, civile e produttivo. In questo scenario, lo sport si configura come un “tappeto elastico”: una base solida ma al tempo stesso flessibile, capace di assorbire l’impatto delle fragilità e offrire lo slancio giusto per ripartire. Su questa base vogliamo radicare in modo profondo i pilastri di un’economia fortificata, diversificata e pienamente accessibile.»


La città di Taranto sta vivendo una fase di grande fermento infrastrutturale grazie alla nascita dei nuovi cantieri per i grandi eventi. Lei ha evidenziato come l’entusiasmo per le opere pubbliche debba essere accompagnato da una precisa visione sul futuro. Quali sono i rischi da scongiurare e le priorità per valorizzare questi investimenti?
Valentina Fusco: «L’apertura dei cantieri rappresenta un’era straordinaria e un segnale positivo, ma l’entusiasmo strutturale da solo non è sufficiente. La nostra priorità assoluta è pianificare la Legacy, ovvero l’eredità sociale, civile ed economica che queste opere dovranno necessariamente lasciare alla comunità. Dobbiamo scongiurare categoricamente il rischio che i nuovi impianti sportivi si trasformino, una volta spenti i riflettori delle competizioni, in cattedrali nel deserto o in gusci vuoti destinati alla desertificazione, all’abbandono e all’immobilità. Nei prossimi mesi Taranto sarà chiamata ad affrontare la colossale sfida logistica, ricettiva e culturale di accogliere circa 5 milioni di visitatori. Non possiamo assolutamente farci cogliere impreparati. I grandi eventi sportivi internazionali costituiscono la nostra vetrina globale affacciata sul mondo: una straordinaria opportunità per offrire ai cittadini la centralità che meritano e trasformare il grande indotto economico in uno sviluppo turistico, occupazionale e commerciale permanente, capace di superare la durata delle gare e far rinascere l’intero contesto territoriale.»


Durante il convegno Lei ha toccato temi molto delicati legati alle urgenze del territorio, parlando apertamente dei “vuoti dell’anima” dei giovani. In che modo lo sport può intervenire in queste ferite sociali?
Valentina Fusco: «Il Governo ci supporta concretamente in questo percorso di riscatto sociale, ma noi per primi non possiamo permetterci di abbassare lo sguardo dinanzi alle emergenze che stringono la nostra terra. A partire dalla piaga della dispersione scolastica, fino agli ultimi, dolorosi fatti di cronaca, emerge chiaramente come esista una ferita profonda nei nostri giovani, che è appunto quella dei vuoti dell’anima e del disagio sociale. L’unico strumento capace di entrare in quella ferita, parlando la stessa lingua dei ragazzi, è proprio lo sport. Laddove c’è abbandono, emarginazione o rischio di devianza, la disciplina sportiva subentra educando al rispetto delle regole e offrendo una sponda salvifica. Questo ruolo terapeutico e riabilitativo non deve avere confini: si estende e deve penetrare fino alla realtà carceraria, restituendo dignità, regole e una seconda possibilità a coloro che l’avevano persa, allontanando le nuove generazioni dai contesti a rischio.»


Parlando dell’impegno delle istituzioni centrali e locali, i lavori si sono aperti con autorevoli interventi politici. Le continue visite a Taranto del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e la mobilitazione dei parlamentari e dei rappresentanti regionali confermano un’attenzione particolare. Qual è il Suo punto di vista sul rapporto attuale tra Roma, la Regione Puglia e la Terra Jonica?
Valentina Fusco: «Il Governo ci supporta concretamente in questo percorso di riscatto sociale e le continue visite del Ministro Andrea Abodi, che ha aperto i nostri lavori con il suo saluto istituzionale, ne sono la testimonianza più limpida. La vicinanza del Ministro Abodi dimostra in modo inequivocabile che Roma non è distante, tutt’altro: il Governo è vicino a noi, cammina al nostro fianco ed è presente sul territorio. Questo legame solidissimo è rafforzato dall’impegno costante della senatrice Maria Nocco, che ha ribadito la centralità dello sport nel contrasto al disagio sociale, e dall’azione del deputato Dario Iaia, il quale ha ricordato la portata storica del recente inserimento dello sport all’articolo 33 della nostra Costituzione come diritto fondamentale per sottrarre i giovani agli ambienti a rischio. A questo si unisce la presenza strategica della Regione Puglia con il vicepresidente della Commissione Sanità, Renato Perrini. Questa eccezionale convergenza politica dimostra che esiste una reale volontà di fare sistema, a ogni livello della filiera istituzionale, per dare alla Terra Jonica gli strumenti normativi ed economici necessari a governare il proprio rilancio.»


Un’operazione di questa portata strategica richiede anche un’impalcatura organizzativa e di sicurezza impeccabile, specialmente in vista della sfida internazionale del 2026. Come ha risposto il comparto delle istituzioni e delle forze dell’ordine del territorio?
Valentina Fusco: «La risposta del territorio è stata straordinaria e ha visto una convergenza di patrocini e presenze d’altissimo valore scientifico e operativo. In prima linea, per la complessa macchina organizzativa e della sicurezza, pilastro indispensabile per la legalità e la conformità giuridica dei grandi eventi internazionali, abbiamo avuto l’onore di ospitare i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine della provincia di Taranto: il Questore, dott. Michele Davide Sinigaglia, e il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Romanucci. La loro presenza in aula attesta quanto la tutela del territorio sia parte integrante di questo progetto di rigenerazione. Accanto a loro, il tessuto economico e formativo ha risposto in modo compatto: da Confindustria Taranto, con il presidente Salvatore Toma, a Confcommercio Taranto, con il presidente Giuseppe Spadafino e il delegato Fis Tony Mancino, fino all’ODCEC di Taranto, rappresentato dalla dott.ssa Arcangela Vinci, delegata dal presidente Vizzarro. Una rete fortissima, che include i vertici dello sport pugliese come Angelo Giliberto per il CONI, Gianni Romito per il CIP e Luca Balasco per Sport e Salute, insieme al sindaco di Taranto Pietro Bitetti e al prof. Paolo Pardolesi dell’Università degli Studi di Bari.»

I tre panel multidisciplinari hanno approfondito tematiche giuridiche ed emotive ad altissimo impatto. Quali sono stati i momenti più significativi di questa sessione tecnica?
Valentina Fusco: «I contributi sono stati di straordinaria rilevanza scientifica e formativa. Abbiamo affrontato l’inclusione scolastica e la rigenerazione urbana con Valentina Vezzali, Massimo Ferrarese e Carlo Molfetta, arricchiti dalla straordinaria e toccante testimonianza di resilienza del campione paralimpico Carlo Calcagni. Sul fronte strettamente giuridico ed economico legato ai fondi PNRR, il tavolo ha beneficiato delle relazioni del prof. Pardolesi e dell’avv. Di Maggio. Un ringraziamento va all’avvocato penalista Francesco Fischetti, che si è soffermato con assoluta precisione sulla responsabilità penale dei dirigenti sportivi e sui profili di rischio nella gestione di grandi eventi, temi centrali per garantire trasparenza e legalità alle imminenti manifestazioni internazionali. Di enorme impatto emotivo è stato poi l’intervento del campione Luca Mazzone sul valore terapeutico dello sport, culminato in un momento di profonda e commossa vicinanza di tutta l’aula, che si è unita in un suggestivo minuto di silenzio per ricordare Alex Zanardi e lo storico sodalizio fraterno che lo legava a Mazzone. Infine, la sessione su medicina e sostenibilità ambientale ha visto i preziosi apporti del dott. Alessandro Schirone della FIGC, del dott. Luigi Santilio e del dott. Francesco Manfredi.»

L’evento si è concluso con il dibattito “IO IN AZIONE”, in cui Lei e monsignor Gino Romanazzi avete lanciato un appello perentorio alla platea. Qual è il messaggio finale che l’Osservatorio vuole lasciare a Taranto, in particolare ai giovani?
Valentina Fusco: «Il messaggio è un fermo rifiuto dell’immobilismo. L’espressione “IO IN AZIONE” non deve essere ridotta a un semplice e sterile mantra; non possiamo accettare l’idea di muovere tutto per poi non muovere nulla. Ci troviamo nel pieno di una complessa trasformazione che non è soltanto ecologica, ma anche digitale. Ma è proprio governando questa transizione che la Terra Jonica diventerà protagonista del proprio domani. Sono stata davvero felice di aver riscontrato una risposta così ampia, qualificata e sentita da parte di tutte le componenti coinvolte, che ringrazio sentitamente per aver partecipato. Il nostro appello accorato e vibrante è rivolto direttamente ai giovani: li esortiamo a scendere in campo in prima persona, a non essere spettatori passivi ma i veri e unici protagonisti della propria vita e del proprio destino, trovando nella bussola dei valori dello sport la guida per il futuro. Questo progetto non si ferma qui. Grazie anche al supporto dei partner Consulenti dello Sport e Fondazione Giovanni Paolo II, e all’accessibilità garantita dagli esperti LIS dell’ENS, abbiamo dimostrato che Taranto può e deve candidarsi a modello di innovazione sociale per l’intero Mezzogiorno. Si fa squadra e si cammina insieme.»



Nella magnifica cornice del Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo, davanti a una sala piena di persone, c’è stato un momento speciale: l’avvocata De Leo Le ha consegnato il premio dell’OINP Nazionale. Che cosa ha provato e cosa significa questa motivazione per Lei?
Valentina Fusco: «Vedere la sala così piena in quel Salone meraviglioso è stata una gioia grandissima. Ricevere questo premio nazionale dalle mani del Segretario Generale, l’avvocata Emanuela De Leo, mi riempie di gratitudine. Mi è stato conferito per l’impegno, la disponibilità e la dedizione che ho messo nel mio lavoro per far crescere l’OINP in tutta la Puglia. Per questo ci tengo a ringraziare di cuore il nostro Presidente Nazionale, Marco Baruffato. In quel momento ho sentito tutto l’orgoglio di essere tarantina e pugliese. Questo premio non è un traguardo finale, ma l’inizio di una bellissima storia per la nostra terra, insieme a tutti coloro che vorranno scrivere una nuova narrazione della storia tarantina, guardando non solo a ciò che manca. Il cambio di prospettiva è guardare alle risorse che abbiamo.»

Dottoressa Fusco, guardando oltre la complessa macchina organizzativa e i traguardi di questa giornata, qual è la Sua proiezione per il futuro? Con quale sentimento personale si appresta a guidare le prossime sfide dell’Osservatorio?
Valentina Fusco: Lo dico con il cuore colmo di emozione e profonda convinzione: sono immensamente orgogliosa di essere tarantina e pugliese. Credo fermamente che tutti noi, cittadini, istituzioni e professionisti, dovremmo riscoprire e rivendicare questo sentimento di orgoglio per la nostra identità. La Terra Jonica e l’intera Puglia non devono più essere narrate attraverso la lente della rinuncia o delle etichette del passato. Per quanto riguarda la mia proiezione per il futuro, ho una certezza: gli Stati Generali dello Sport e l’orizzonte internazionale del 2026 non saranno affatto un punto di arrivo, ma rappresentano il vero e proprio punto d’inizio di una storia completamente nuova. Da Taranto stiamo tracciando una rotta che farà da modello di riscatto sociale ed economico per tutta la regione. Non ci fermeremo: questo è solo il primo passo di una nuova narrazione per Taranto e per tutta la Puglia, e continueremo a camminare insieme, fieri delle nostre radici e padroni del nostro domani.
(Si ringrazia per le foto: Michelle Michybraid Lombardi)

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