Barletta festeggia Maria Santissima Assunta in Cielo

Oggi 15 agosto la Chiesa ricorda la Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo: anche Barletta si è preparata ai solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima Assunta in Cielo che nella giornata di oggi raggiungono il culmine.

Per l’occasione abbiamo chiesto una riflessione all’Arciprete don Francesco Fruscio, il quale ha voluto condividere una sua lettera in cui sottolinea l’importanza di questa festa per la Chiesa e riportando inoltre un piccolo excursus storico sul Ferragosto.

«Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto. Era un intervallo di riposo e di festeggiamenti, impiantato dall’imperatore stesso nel 18 a.C., che aveva genesi dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, che, per i Romani, era il dio della terra e della fertilità.

In tutto l’Impero si preparavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano ornati di fiori. Inoltre era consuetudine che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai possessori dei terreni ricevendo in cambio una mancia. Originariamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto. Ma i giorni di riposo (e di festa) erano in effetti molti di più: anche tutto il mese, con il giorno 13, in particolare, riservato alla dea Diana. Nel corso dei periodi successivi subentra la componente religiosa cristiana: la nuova religione, dichiarata come ufficiale dai decreti teodosiani della fine del IV secolo, assorbe e riformula il calendario delle festività pagane, “innestandovi” celebrazioni liturgiche e ricorrenze cristiane; sono questi i movimenti di una dinamica di appropriazione culturale che gli antropologi definiscono usualmente “acculturazione”.

Le prime attestazioni relative alla celebrazione dell’Assunzione risalgono in effetti al IV secolo d.C. A Roma, tuttavia, la festa vera e propria viene introdotta dal papa Sergio I nel VII sec. d.C., mentre l’ufficializzazione della data prescelta risale al IX secolo.

Il culto dell’Assunzione trova comunque collazione e devozione già a partire dall’età tardo-antica: esso si mantiene vivo nei secoli, irrobustito fra l’altro dal dibattito teologico intorno alla fondamentale questione della corporeità dell’ascesa, ossia se la Vergine sia assunta in cielo in anima e corpo, o meno. Mentre la considerazione teologica dei Padri della Chiesa affronta il tema, la devozione popolare non dubita della realtà dell’evento. Tanto forte e intatta si mantiene tale fede che, secolo dopo secolo, si giunge all’età pressoché contemporanea ancora forti della stessa certezza: il corpo di Maria c’è, la Vergine giunge davanti al Padre e al Figlio in tutta la sua integrità. Ecco dunque che il 1 Novembre dell’anno giubilare 1950 il Pontefice Pio XII Pacelli con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus proclama definitivamente la glorificazione di Maria e la sua assunzione al cielo in anima e corpo.

Nella solennità liturgica dell’Assunzione della Madre di Dio celebriamo la redenzione intera di una creatura umana, dopo quella di Cristo. La Sacra Scrittura ci riferisce che quando il Signore Gesù ritornerà con potenza e gloria alla fine dei tempi, allora “risorgeranno coloro che sono di Cristo”. Ma nell’avvento che questo evento della storia dell’umanità si compia, noi sappiamo che c’è già una creatura umana, la Vergine Maria, che è associata e partecipe della gloria del Cristo. Grazie alla Sua presenza, il cielo, per noi, non è più una realtà ignota o separata, ma una realtà aperta perché il cielo ha una Madre, ha un cuore.

L’Assunzione in cielo con il suo corpo e la sua anima, dunque, non ha separato Maria dalla Chiesa, ma l’ha resa ancora più prossima a ciascuno di noi perché è con Dio ed in Dio. Quando era in terra Ella poteva essere vicina solo ad alcune persone, ora, essendo in Dio, che è in noi per mezzo del Battesimo, Maria ci è vicina, conosce il nostro cuore, può ascoltare le nostre preghiere e soccorrerci con la sua bontà materna.

È questo il movente per il quale il popolo di Dio, sparso in tutto il mondo, si sente così affascinato dalla Vergine e partecipa sempre numeroso alle feste in suo onore. Sa di potere sperare nella sua bontà, di trovare in Lei una sicura guida e una maestra di vita, di averla al proprio fianco nella lotta contro il male e il peccato, di contare sulla sua forte intercessione presso il Figlio.

La Vergine Maria, che ci riporta al futuro carico di gioia che Dio ha prestabilito per noi, ci insegna anche la via per raggiungerlo: accogliere nella fede suo figlio; seguirlo ogni giorno, anche nelle circostanze in cui sentiamo che le nostre croci si fanno più pesanti. La fede è proprio questo. Non è un insieme di teorie, di riflessioni, di buoni pensieri, di emozioni, ma apertura a lasciare che la nostra vita venga trasformata secondo il disegno di Dio, sapendo che in esso noi otteniamo piena libertà, pienezza ed autenticità di umanità.

Con la sua festa la Madonna oggi ci dice: “Forza, alla fine vince l’amore! La mia vita è stata un dono per Dio e per i fratelli. Abbiate fiducia, abbiate il coraggio di vivere così anche voi, contro tutte le minacce del dragone. L’amore è più forte dell’odio, dell’egoismo, del terrore e della violenza”. Celebrare, il 15 Agosto, l’Assunzione di Maria al cielo non significa parlare di cose intangibili, nutrire delle idee illusorie, cercare vane consolazioni, ma parlare di noi e del nostro destino eterno.

Affidiamo, dunque, all’intercessione di Maria la Chiesa, la santificazione dei sacerdoti; invochiamo da Lei il dono di numerose e sante vocazioni sacerdotali e religiose; Le affidiamo le famiglie, i sofferenti nel corpo e nello spirito».

 

Savio Rociola

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