Cup di Taranto, anomalie per cambiare le prenotazioni delle visite mediche: nomi sostituiti e file saltate, sospetti su 50 operatori

Gravi irregolarità sono state portate alla luce da una commissione ispettiva della Asl di Taranto

di Antonio Della Rocca

Prenotazioni sanitarie cancellate e sostituite all’istante con altre. A tarda sera, in piena notte, al primo mattino, con accessi da remoto alla piattaforma informatica del Cup di Taranto gestito dalla società in house Sanitaservice. Accessi che sembrano assomigliare parecchio a furtive intrusioni e che pertanto, secondo la speciale commissione ispettiva istituita dal direttore generale Gregorio Colacicco, ora non possono che approdare ad un secondo livello di accertamento prettamente tecnico.
Ma anche e subito, al vaglio della Procura della Repubblica di Taranto «essendosi evidenziati probabili profili penalmente rilevanti».

Date, orari, tipo di prestazioni, credenziali degli operatori. Il sistema di tracciabilità non mente. Decine di chiavi d’accesso, presumibilmente almeno una cinquantina, con tanto di corrispondenze a nomi e cognomi di operatori Cup sparsi in tutta la provincia, sono finite nelle maglie dei commissari. Insomma, il fuoco dato alle micce dalla Asl potrebbe fare esplodere un clamoroso caso di alterazione delle liste d’attesa. Terreno impervio su cui si sta cimentando il governatore Antonio Decaro con l’obiettivo di risalire la china di un pesante arretrato.

Il lavoro dei commissari si è concluso. E il faldone è pronto per essere esaminato dagli investigatori. Roba assai delicata, fanno capire dalla Asl. Pane per i denti dei segugi che potrebbero imbattersi in tracce che condurrebbero, direttamente o per via indiretta, persino a titolari di incarichi politici in assemblee elettive. Con quale esito si vedrà. Le pagine successive dell’indagine sono tutte da scrivere. Anche perché, se da un lato la Asl sembra decisa ad andare avanti, dall’altro resta cauta spiegando che è sì emersa «in un campione significativo di operatori Cup una pratica ricorrente di cancellazione e immediata ri-prenotazione durante l’orario di servizio». Ma che «tecnicamente in tutti i Cup regionali e nazionali è possibile tale attività quando il cittadino rinuncia alla prenotazione». Ma quanto è credibile che tale rinuncia possa essere gestita all’alba o di notte, quando gli uffici sono chiusi?

Il nodo pertanto c’è e sembra piuttosto ostinato. È la stessa azienda sanitaria a svelarlo al Corriere: «La commissione incaricata ha svolto tre riunioni e ha condotto l’analisi nel periodo gennaio-giugno 2025, esaminando circa un milione di accessi». E ancora: «Sono state rilevate, in orari insoliti, attività di prenotazione e cancellazione da remoto riconducibili ad operatori, circostanza che solleva ragionevoli dubbi e richiede eventuali approfondimenti demandabili ad altri settori tecnici e specialistici».

In pratica, l’attività ispettiva ha intercettato accessi sospetti al sistema Cup sia nelle fasce orarie in cui il servizio è aperto, sia nell’arco temporale in cui uffici e sportelli fisici non sono operativi. Come sia stato possibile l’accesso al sistema all’alba, a tarda sera e di notte, non è dato sapere. Pur con tutte le cautele del caso, sembrerebbe quantomeno verosimile l’esistenza di pratiche irregolari consolidate e ben collaudate per il raggiungimento di interessi privati. E se i sospetti dei commissari sono fondati, sarebbe più che lecito domandarsi quale potrebbe essere la contropartita per chi si è preso il rischio di penetrare fuori dalle prassi ordinarie nel sistema di prenotazione: denaro, favori, consenso elettorale?

Ora è presto per dirlo, anche se dell’esistenza di simili pratiche si vocifera da tempo in altre Asl. Ma una domanda sorge spontanea: posto che ci si trovi davvero davanti ad un sistema che opera sottotraccia, com’è possibile che pratiche anomale di tale portata ed evidenza siano sfuggite alla supervisione di chi, nella stessa Asl e nell’organico di Sanitaservice, esercita funzioni di vigilanza, controllo e coordinamento del personale Cup e sulle liste d’attesa? Elemento non da poco, la cui importanza non sfugge ai vertici dell’Azienda sanitaria che, a questo punto, ha doverosamente passato il testimone all’autorità giudiziaria.

 

 

FONTE: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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