Il colosso di Mark Zuckerberg sborserà quasi 17 miliardi di dollari per chiudere le cause con gli Stati americani e accetta di introdurre nuove tutele rigide per gli adolescenti.
Di Redazione
(EN24) – Svolta epocale nella battaglia legale tra il mondo dei social network e la tutela della salute mentale dei più giovani. Meta ha raggiunto un intesa finanziaria e strutturale per porre fine alla maxi-causa promossa dalle autorità statali americane, che accusavano la società di aver progettato deliberatamente algoritmi ed elementi visivi capaci di generare dipendenza psicologica negli adolescenti.
Il patteggiamento, che dovrà ricevere la formalizzazione definitiva dal tribunale di Oakland in California, prevede un esborso economico complessivo che sfiora i 16,7 miliardi di dollari. L’importo verrà versato gradualmente nell’arco di dieci anni e servirà a risarcire gli enti locali e a finanziare programmi di prevenzione e supporto psicologico per le famiglie.
Cosa cambia concretamente per i minori su Instagram e Facebook
Oltre all’esborso finanziario, l’intesa impone una revisione diretta del funzionamento dei servizi per chi ha meno di 18 anni. Tra i principali interventi concordati figurano:
La disattivazione automatica delle notifiche push durante l’orario scolastico nei giorni feriali, per evitare che i ragazzi vengano distratti durante le lezioni.
La rimozione di default del conteggio visibile dei mi piace e delle reazioni ai post, per ridimensionare i meccanismi di approvazione sociale e ansia da prestazione.
L’introduzione di strumenti più severi per la verifica dell’età, l’eliminazione dei profili di minori di 13 anni e la limitazione del tempo massimo di utilizzo giornaliero.
Filtri rafforzati e controlli genitoriali volti a impedire la diffusione di contenuti legati ad autolesionismo, disturbi alimentari e cyberbullismo, bloccando inoltre i contatti non richiesti da parte di utenti adulti sconosciuti.
La difesa della società e l’appello ai concorrenti
Nel firmare l’accordo, la dirigenza di Menlo Park ha tenuto a precisare di non ammettere illeciti formali, ma di aver scelto la via della transazione per evitare il prolungarsi delle controversie giudiziarie. Allo stesso tempo, la società ha lanciato un invito pubblico a rivali come TikTok e YouTube, chiedendo che anche le piattaforme concorrenti adottino le medesime restrizioni in modo uniforme, evitando che i giovani si limitino a spostare il loro tempo da un’app all’altra.
Le borse hanno accolto positivamente la notizia: il titolo Meta ha registrato rialzi immediati a Wall Street, segnale che i mercati temevano rischi economici e sanzioni ancora più pesanti dal proseguo dei dibattimenti in aula.

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