Mosca avverte la Nato sulle truppe sul campo, mentre sul terreno si intensificano i blitz contro i depositi di grano e le forze russe avanzano verso il Donbass.
di Redazione
(EN24) – La tensione sull’asse tra Russia e Paesi occidentali si alza vertiginosamente. Da un lato ci sono i proclami sempre più duri del Cremlino, dall’altro una scia di raid notturni che continuano a devastare le infrastrutture ucraine, mentre dietro le quinte la diplomazia americana tenta di tracciare rigidi confini per evitare uno scontro diretto.
Il fronte diplomatico e l’avvertimento a Gran Bretagna e Francia
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha rilasciato dichiarazioni dai toni pesanti rivolte direttamente a Londra e Parigi. Secondo Mosca, l’eventuale presenza di contingenti militari stranieri sul suolo ucraino o la fornitura continuativa di tecnologie d’attacco rappresenta una linea rossa invalicabile. La posizione della diplomazia russa è chiara: qualsiasi soldato occidentale inviato sul campo verrà considerato a tutti gli effetti un bersaglio legittimo. La portavoce ha persino spalancato la porta a possibili ritorsioni mirate contro assetti o strutture britanniche fuori dai confini ucraini.
Sullo sfondo si muove la diplomazia delle ombre. Notizie filtrate dagli ambienti statunitensi indicano che il direttore della Cia, John Ratcliffe, si sarebbe recato a Mosca per un colloquio riservato con Vladimir Putin. L’obiettivo della missione americana è mettere in chiaro i rischi di un attacco, anche limitato, ai paesi membri della Nato ed evitare un allargamento incontrollato del conflitto.
Pioggia di droni sulle scorte di grano e avanzata nel Donbass
Mentre le minacce verbali viaggiano sui canali ufficiali, sul campo di battaglia si è registrata una nuova notte di bombardamenti a raggio zero. Le forze russe hanno sferrato un attacco massiccio impiegando centinaia di droni e vettori balistici.
Gli obiettivi principali sono stati ancora una volta gli snodi logistici. I raid hanno colpito duramente le infrastrutture portuali e i depositi agricoli, provocando danni ingenti alle riserve di grano destinate all’esportazione. Allo stesso tempo sono stati presi di mira ponti e snodi stradali strategici nelle regioni di Poltava, Sumy, Kherson e nell’area metropolitana di Kiev, con l’intento di tagliare i rifornimenti verso il fronte.
Parallelamente, dai comandi militari di Mosca arrivano notizie di una spinta offensiva lungo una linea di circa 160 chilometri nel Donbass. Il capo di Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, ha dichiarato che le sue truppe sono riuscite a intaccare le prime cinture difensive a protezione di roccaforti chiave come Sloviansk e Kramatorsk, segnalando una pressione che non accenna a diminuire.

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