Stangata sui carburanti rinviata: per il diesel c’è il mini-sconto fino al 5 settembre

Il governo approva una proroga lampo da 130 milioni per contenere il caro-pompa sopra i 2 euro, ma le associazioni e l’opposizione parlano di un semplice palliativo.

di Redazione

ROMA (EN24) – C’è una buona e una cattiva notizia per i milioni di automobilisti italiani in rientro dalle vacanze. Quella buona è che il pieno di gasolio non subirà un’impennata immediata; quella cattiva è che il sollievo durerà soltanto pochissimi giorni e riguarda esclusivamente chi guida un’auto a diesel.

L’esecutivo ha infatti firmato un nuovo decreto-legge, firmato dal Capo dello Stato, che estende fino a sabato 5 settembre il taglio temporaneo delle accise sul gasolio. Parliamo di uno sconto di 17 centesimi al litro (composto da 14 centesimi di riduzione diretta dell’accisa e da circa 3 centesimi di IVA risparmiata), una misura già in vigore che altrimenti sarebbe scaduta a fine agosto.

Un’operazione d’urgenza dal costo stimato attorno ai 130 milioni di euro, che porta la spesa complessiva dello Stato per l’emergenza carburanti a oltre 2,5 miliardi di euro da marzo a oggi. Per finanziare la proroga, il governo ha deciso di attingere alle casse delle grandissime aziende del comparto energetico — con fatturati superiori ai 20 miliardi di euro — anticipando il versamento di alcune ritenute sui profitti.

Perché solo pochi giorni e cosa succederà dopo?

Dietro a questa proroga così breve c’è una strategia ben precisa. Con i prezzi medio-alti che hanno sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro, spinti dalle tensioni internazionali e dalle turbolenze nel Medio Oriente, l’esecutivo punta a prendere tempo.

L’obiettivo dichiarato per le prossime settimane non è più quello di erogare aiuti a pioggia per tutti, bensì varare misure strutturali e selettive. L’idea allo studio è quella di concentrare i contributi economici sulle famiglie con i redditi più bassi e sulle categorie professionali maggiormente esposte ai costi di trasporto (come autotrasportatori, tassisti e lavoratori con partita IVA).

Dalle parti della maggioranza si insiste sulla necessità che l’intero settore energetico faccia la propria parte per redistribuire i costi della crisi, evitando però di imporre tassazioni calate dall’alto.

Le reazioni: scontro aperto tra governo, opposizioni e consumatori

Il provvedimento ha riacceso immediatamente il dibattito politico ed economico:

  • Le opposizioni parlano senza mezzi termini di un palliativo del tutto insufficiente. Viene contestata la scelta di proseguire a colpi di brevi proroghe, definite “sconticini” che rischiano di venire spazzati via nel giro di 48 ore dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi dei listini.

  • Le associazioni dei consumatori mostrano profondo scetticismo. Il giudizio prevalente è che l’intervento sia troppo debole per incidere concretamente sui bilanci familiari di settembre, mese da sempre critico per via delle spese scolastiche e della ripresa delle attività lavorative.

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