Il Papa: Un urgente cambio di mentalità per fronteggiare guerre, crisi climatica e migratoria

Papa Francesco, nel decimo anniversario di Evangelii Gaudium, ribadisce la centralità dei poveri e la necessità di un profondo cambiamento per affrontare le sfide globali.

di Redazione

Il Papa Francesco ha lanciato un appello urgente per un cambio di mentalità, sottolineando la necessità di porre fine alle guerre, alle crisi climatiche e migratorie che minacciano l’umanità. Nel suo messaggio al simposio organizzato dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale in occasione del decimo anniversario della Evangelii Gaudium, il Pontefice ha ribadito il legame inscindibile tra la missione evangelizzatrice, la vita cristiana e l’attenzione ai poveri.

Il Papa ha richiamato l’attenzione sul grido spesso soffocato della terra e dei poveri, sottolineando che solo ascoltandoli è possibile compiere la missione evangelizzatrice. Il messaggio è chiaro: la redenzione è strettamente legata alla consapevolezza e all’azione a favore dei più bisognosi.

Nel ricordare la gioia missionaria dei primi cristiani, Francesco ha evidenziato il paradigma di una Chiesa in uscita, capace di prendere l’iniziativa senza paura, di andare incontro ai lontani e di invitare gli esclusi. La missione cristiana, ha affermato il Papa, deve resistere in modo profetico di fronte all’individualismo edonista pagano e al sistema che minaccia la dignità umana.

Il debito d’amore verso i poveri è stato ribadito come principio innegoziabile. Francesco ha richiamato l’attenzione sulla figura di Maria, madre di Gesù, una ragazza povera che si identifica con i diseredati e li mette al centro del suo cuore. Il Papa ha sottolineato che porre i poveri al centro non è una questione politica, sociologica o ideologica, ma una necessità dettata dal Vangelo.

Francesco ha identificato l’inequità come la radice dei mali sociali, esortando a un profondo cambiamento di mentalità e strutture. Ha avvertito che senza tale cambiamento, la crisi climatica, sanitaria, migratoria e la violenza e le guerre continueranno a minacciare l’intera famiglia umana. L’economia contemporanea, basata sull’egoismo, è stata definita come un sistema che uccide, scarta e distrugge la terra.

Il Papa ha proposto una nuova mentalità basata sulla solidarietà e sull’impegno a restituire ai poveri ciò che loro spetta. Ha sottolineato la necessità di aprire le orecchie al grido di altre popolazioni, esortando a pensare in termini di comunità e a vivere la solidarietà come una decisione di condividere con i bisognosi.

Quanto alle strutture sociali ed economiche, Francesco ha chiesto di rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria, e di affrontare le cause strutturali dell’inequità. Ha sottolineato la necessità di una politica economica basata sulla dignità umana e sul bene comune, auspicando una crescita economica equa e orientata a una migliore distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro e alla promozione integrale dei poveri, superando il mero assistenzialismo.

 

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