Il Psg si prende ancora l’Europa: Arsenal battuto ai rigori, Champions bis per Luis Enrique

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A Budapest i francesi vincono la seconda Champions League consecutiva dopo l’1-1 nei 120 minuti. Decisivo l’errore di Gabriel dal dischetto

di Redazione

(EN24) – Il Paris Saint-Germain resta sul trono d’Europa. La squadra di Luis Enrique ha vinto la Champions League per il secondo anno consecutivo, battendo l’Arsenal ai calci di rigore nella finale giocata alla Puskás Aréna di Budapest. Dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari, i francesi si sono imposti dal dischetto, confermandosi la nuova potenza dominante del calcio continentale.

La finale era cominciata nel segno dell’Arsenal. I Gunners hanno trovato il vantaggio dopo pochi minuti con Kai Havertz, riuscendo poi a difendere il risultato per buona parte della gara. Il Psg, meno brillante del solito ma sempre dentro la partita, ha aumentato la pressione nella ripresa fino a trovare il pareggio con Ousmane Dembélé, freddo nel trasformare il rigore che ha rimesso in equilibrio la sfida.

Da quel momento la partita è cambiata. Il Psg ha preso campo, ha alzato il ritmo e ha costretto l’Arsenal a difendersi con ordine e sofferenza. La squadra di Mikel Arteta ha resistito fino ai supplementari, provando a portare la finale sul terreno più favorevole: solidità, attenzione difensiva e ripartenze. Ma nei 30 minuti extra nessuna delle due squadre è riuscita a trovare il colpo decisivo.

La Champions si è così decisa dagli undici metri. Per il Psg, la lotteria dei rigori si è trasformata ancora una volta in una prova di freddezza. Per l’Arsenal, invece, il sogno del primo trionfo europeo nella competizione più importante si è infranto sull’errore di Gabriel, che ha calciato sopra la traversa il penalty decisivo.

Il successo consegna al Psg una dimensione storica. Vincere due Champions League di fila significa entrare in una cerchia ristretta del calcio moderno e confermare la trasformazione del club parigino da progetto pieno di stelle a squadra matura, compatta e abituata a gestire le grandi notti europee. Luis Enrique, già protagonista del trionfo precedente, firma così un bis che rafforza il suo peso nella storia recente del club.

Per l’Arsenal resta una delusione enorme. I londinesi arrivavano alla finale forti di un percorso europeo di alto livello e della conquista della Premier League, ma non sono riusciti a completare una stagione che avrebbe potuto diventare leggendaria. Arteta esce da Budapest con una squadra cresciuta, competitiva e ormai stabilmente nell’élite europea, ma ancora senza quella Champions che continua a mancare nella bacheca dei Gunners.

La finale ha raccontato due modi diversi di stare dentro la pressione. Il Psg ha saputo aspettare, soffrire e colpire nel momento giusto. L’Arsenal ha avuto il merito di reggere l’urto e di arrivare fino ai rigori, ma ha pagato la durezza mentale dell’ultimo atto. In partite così, la differenza non la fanno soltanto tattica e talento: contano esperienza, nervi e capacità di sopravvivere agli episodi.

A Parigi, intanto, la festa è esplosa subito dopo il rigore decisivo. Il secondo trionfo consecutivo cambia il peso internazionale del Psg e lo proietta in una nuova fase: non più soltanto una squadra costruita per inseguire la Champions, ma un club che ora deve difendere una dinastia europea appena nata.

L’Arsenal ripartirà dal dolore di Budapest, il Psg dalla consapevolezza di essere ancora il riferimento del calcio europeo. La notte ungherese consegna alla storia una finale intensa, sofferta e decisa al limite: il Paris Saint-Germain è campione d’Europa per la seconda volta di fila.

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