Il Papa incontra in Vaticano i partecipanti al convegno sul futuro dell’IA. Chiede il bando delle armi autonome letali, controlli indipendenti e un accesso equo ai benefici dell’innovazione.
di Redazione
(EN24) – La decisione di togliere una vita umana non può essere affidata a una macchina. Leone XIV lo ha ribadito il 30 ottobre, ricevendo nella Sala del Concistoro i partecipanti al convegno sul futuro dell’intelligenza artificiale promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dal Future of Life Institute. Un incontro dedicato al confronto tra il Vaticano e il mondo scientifico sulle applicazioni delle tecnologie intelligenti.
La responsabilità resta nelle mani dell’uomo
Il Pontefice ha richiamato l’intervento di Papa Francesco al G7 del giugno 2024, riaffermando la necessità di mantenere un controllo umano sulle decisioni che riguardano la vita, la libertà e l’impiego della forza. Da qui l’appello agli Stati che si riuniranno a Ginevra in novembre: compiere passi concreti verso la messa al bando delle armi autonome letali.
Il Papa ha inoltre messo in guardia dal rischio di ridurre una persona a un dato, soprattutto quando i sistemi vengono utilizzati per individuare soggetti sospetti o nei controlli alle frontiere.
Il progresso si misura dal servizio alle persone
Lo sviluppo dell’IA, nel ragionamento di Leone XIV, dipende dalle scelte umane. La competizione tecnologica può far perdere di vista chi rimane escluso: l’affidabilità e la possibilità di controllare le conseguenze devono quindi pesare più della sola potenza dei sistemi.
Un altro punto riguarda la distinzione tra macchine e persone. Attribuire ai sistemi una personalità giuridica, avverte il Pontefice, rischia di rendere meno riconoscibili le responsabilità di chi li sviluppa e li utilizza, complicando la tutela delle persone danneggiate.
Regole applicabili e benefici condivisi
Leone XIV ha chiesto istituzioni internazionali capaci di tradurre i principi etici in strumenti concreti: criteri comuni, verifiche indipendenti, responsabilità individuabili e possibilità di ottenere rimedio quando si subisce un danno.
La finalità indicata è il bene comune. Cure, conoscenze e opportunità offerte dall’innovazione devono raggiungere anche le persone più bisognose. Su questa capacità di condividere i benefici, oltre che sulla sicurezza, il Papa invita a valutare il futuro dell’intelligenza artificiale.

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