Libano, nuova profanazione attribuita a un soldato israeliano: sigaretta alla statua della Madonna

Dopo il caso della statua di Gesù distrutta a Debel, un’altra immagine diffusa dai media libanesi riaccende le polemiche. L’esercito israeliano annuncia verifiche, mentre cresce l’attenzione sui presunti saccheggi nel sud del Paese.

di Redazione

GERUSALEMME — Un nuovo episodio attribuito a un soldato israeliano nel sud del Libano solleva indignazione e richieste di chiarimenti. Nel villaggio cristiano di Debel, già al centro di un caso analogo nelle scorse settimane, un militare sarebbe stato fotografato accanto a una statua della Vergine Maria mentre fuma una sigaretta e ne avvicina un’altra accesa alla bocca della Madonna. L’immagine, recuperata e diffusa dai media libanesi, è ora al vaglio dell’esercito israeliano, i cui portavoce hanno fatto sapere che i comandi stanno verificando l’accaduto.

Il fatto arriva dopo un precedente episodio avvenuto nello stesso villaggio: un soldato israeliano era stato ripreso mentre colpiva con una mazza una statua di Gesù, dopo averla fatta cadere dalla croce. In quel caso, secondo quanto riportato, i due militari coinvolti — compreso chi aveva girato il video — erano stati puniti con trenta giorni di carcere e allontanati dal servizio attivo. La vicenda aveva provocato reazioni internazionali, scuse ufficiali e la condanna del patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, che aveva parlato di un grave affronto alla fede cristiana.

A Debel, sempre secondo la ricostruzione, i bulldozer dell’esercito israeliano avrebbero anche demolito pannelli solari utilizzati per fornire energia elettrica e alimentare il sistema di irrigazione del villaggio. L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione nel sud del Libano, dove aumentano le denunce di danni, razzie e violazioni contro abitazioni e luoghi civili.

Lo Stato Maggiore israeliano ha inoltre istituito una squadra investigativa per esaminare i presunti saccheggi commessi dalle truppe nel sud del Libano e per capire se tali comportamenti siano stati tollerati dai comandanti. Secondo testimonianze raccolte dal quotidiano israeliano Haaretz e rilanciate dal Corriere della Sera, alcuni soldati avrebbero svuotato appartamenti e negozi abbandonati, portando via oggetti come motociclette, televisori e mobili.

La nuova immagine della statua della Madonna rischia ora di alimentare ulteriormente le tensioni religiose e politiche. In un’area già segnata dal conflitto e dalla fuga dei civili, ogni episodio percepito come oltraggio ai simboli religiosi può trasformarsi in un caso diplomatico e in un ulteriore elemento di frattura tra comunità locali, esercito e istituzioni.

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