Roma torna a frenare la Chiesa tedesca sulle benedizioni alle coppie omosessuali e alle unioni “irregolari”. Il nodo non è la preghiera spontanea, già ammessa da Fiducia supplicans, ma la trasformazione della benedizione in una celebrazione strutturata, simile a un rito.
di Redazione
Il confronto tra Santa Sede e vescovi tedeschi sulle benedizioni alle coppie dello stesso sesso entra in una nuova fase. Al centro dello scontro c’è il documento pastorale tedesco “La Benedizione dà forza all’amore”, approvato nell’aprile 2025 dalla Conferenza episcopale tedesca insieme al Comitato centrale dei cattolici tedeschi. Secondo quanto riportato da AGI, per il Vaticano quel testo rischia di generare confusione, perché spinge verso forme di benedizione più formalizzate rispetto a quanto consentito da Roma.
La posizione del Dicastero per la Dottrina della Fede è stata chiarita attraverso una lettera del cardinale Víctor Manuel Fernández, datata 18 novembre 2024, resa pubblica in questi giorni. Il prefetto ha spiegato che quella risposta vale anche per il testo definitivo tedesco e che il Vademecum non ha ricevuto l’approvazione del Dicastero. La critica principale riguarda la possibilità che le benedizioni assumano la forma di una liturgia o di una para-liturgia, ipotesi esclusa dalla dichiarazione vaticana Fiducia supplicans.
Il punto delicato è la distinzione tra benedizione pastorale spontanea e rito ufficiale. Con Fiducia supplicans, pubblicata nel dicembre 2023, il Vaticano ha aperto alla possibilità di benedire coppie in situazioni irregolari e coppie dello stesso sesso, ma senza convalidare il loro status né modificare l’insegnamento cattolico sul matrimonio. Il documento precisa che queste benedizioni non devono essere fissate in forme rituali, né celebrate in modo da creare confusione con il sacramento del matrimonio.
La Chiesa tedesca, invece, da anni procede su un percorso pastorale più avanzato rispetto alla linea romana. In alcune diocesi le benedizioni sono già state introdotte o tollerate, mentre in altre restano escluse. Proprio questa pluralità di prassi ha reso il tema uno dei punti più sensibili nel rapporto tra il Vaticano e l’episcopato tedesco.
Per ora, tuttavia, Roma sembra voler evitare uno scontro disciplinare. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha escluso che si possa già parlare di sanzioni contro i vescovi tedeschi, spiegando che è in corso un dialogo e che l’obiettivo resta trovare una composizione.
La vicenda mostra una tensione più ampia: da una parte il tentativo di alcune Chiese locali di rispondere alle richieste di accoglienza delle persone LGBT+; dall’altra la volontà della Santa Sede di mantenere un confine dottrinale chiaro tra accompagnamento pastorale e riconoscimento ecclesiale delle unioni. In questo equilibrio sottile, il Vaticano ribadisce che la benedizione è possibile solo se resta semplice, non ritualizzata e non assimilabile a un matrimonio.

Be the first to comment on "Vaticano e vescovi tedeschi, nuovo stop alle benedizioni rituali per le coppie gay"