Trump vede l’accordo con l’Iran: “Molto probabile”, ma Teheran frena

Afp - Donald Trump a '60 Minutes'

Washington e Teheran sembrano più vicine a un’intesa per fermare la guerra e riaprire il negoziato sul nucleare. Sul tavolo ci sarebbe un memorandum in 14 punti, ma l’Iran avverte: alcune condizioni americane restano inaccettabili.

di Redazione

Donald Trump rilancia l’ottimismo su un possibile accordo con l’Iran. Il presidente americano ha detto di ritenere “molto probabile” un’intesa per chiudere il conflitto e ha lasciato intendere che la firma potrebbe arrivare anche in tempi rapidi, prima del suo viaggio in Cina previsto per la prossima settimana. Secondo quanto riportato da AGI, Trump ha escluso per ora un nuovo round negoziale con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, immaginando piuttosto un incontro finale alla Casa Bianca o in un’altra sede per formalizzare l’accordo.

La svolta diplomatica arriva dopo la sospensione temporanea del Project Freedom Hormuz, l’operazione statunitense di scorta alle navi nello Stretto di Hormuz. La mossa è stata presentata da Trump come un gesto utile a favorire la chiusura dell’intesa con Teheran, in una fase in cui la sicurezza del traffico marittimo nel Golfo resta uno dei punti centrali della crisi.

Il cuore del negoziato sarebbe un memorandum di una sola pagina, articolato in 14 punti. Reuters, citando Axios, riferisce che il documento dovrebbe dichiarare la fine della guerra e aprire una finestra di 30 giorni per negoziare un accordo più dettagliato su nucleare, sanzioni e navigazione nello Stretto di Hormuz. Tra le ipotesi sul tavolo figurano una moratoria sull’arricchimento dell’uranio, l’alleggerimento delle sanzioni americane, lo sblocco di fondi iraniani congelati e la progressiva rimozione delle restrizioni alla navigazione.

Resta però il nodo più sensibile: il programma nucleare iraniano. Trump ha ribadito che l’Iran non potrà dotarsi di un’arma atomica e ha anche affermato che gli Stati Uniti intendono ottenere l’uranio arricchito iraniano, una questione che rimane centrale nei colloqui. Secondo Reuters, Teheran non ha ancora consegnato oltre 900 libbre, circa 408 chilogrammi, di uranio altamente arricchito.

Da Teheran arrivano segnali più cauti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la proposta americana è ancora in valutazione e che la risposta sarà comunicata attraverso la mediazione pakistana. Al tempo stesso, esponenti iraniani hanno respinto la bozza circolata come una “lista dei desideri” degli Stati Uniti, avvertendo che l’Iran resta pronto a reagire in caso di nuovi attacchi.

La partita, dunque, resta aperta. Trump punta a presentare l’intesa come una vittoria diplomatica e strategica, dopo settimane di tensione militare nel Golfo. L’Iran, invece, cerca di non apparire costretto alla resa e prova a ottenere garanzie concrete su sanzioni, sicurezza e sovranità nucleare. Se il memorandum diventerà davvero un accordo, la crisi potrebbe entrare in una fase di de-escalation; se invece il negoziato dovesse fallire, Washington ha già lasciato intendere che il blocco navale o le operazioni militari potrebbero riprendere.

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