Nuovo attacco contro il traffico commerciale davanti alle coste bulgare. Salvi i 15 membri dell’equipaggio della Chelsea 3, cinque dei quali feriti lievemente. Sofia allerta NATO e Unione europea e convoca l’ambasciatore russo
di Redazione
(EN24) – Torna a salire la tensione nel Mar Nero. Due navi mercantili sono state colpite da droni al largo delle coste della Bulgaria nelle prime ore di martedì 13 ottobre. Una delle imbarcazioni è riuscita a rimanere a galla e il suo intero equipaggio è stato tratto in salvo; l’altra è invece affondata e undici marinai risultano ancora dispersi. Le autorità bulgare hanno avviato le operazioni di ricerca e un’indagine per stabilire l’origine dell’attacco, mentre Sofia ha informato gli alleati della NATO e chiesto un rafforzamento della sorveglianza nella regione.
Uno dei due mercantili colpiti è la Chelsea 3, nave di proprietà ucraina battente bandiera maltese. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità bulgare, l’attacco è avvenuto intorno all’una e trenta della notte, quando l’imbarcazione si trovava a circa 18 miglia nautiche dalla costa, a est di Byala. La nave sarebbe stata raggiunta da tre droni che hanno provocato danni allo scafo e al ponte. A bordo si trovavano quindici persone, sette cittadini ucraini e otto azeri: tutti sono stati recuperati e condotti al porto di Varna. Cinque marinai hanno avuto bisogno di cure mediche, ma nessuno avrebbe riportato ferite gravi.
Più drammatico il bilancio dell’attacco alla seconda nave, identificata come HS Dignity, cargo battente bandiera della Guinea-Bissau. Il mercantile è stato colpito al largo della zona di Krapets ed è successivamente affondato. Cinque membri dell’equipaggio sono stati salvati, mentre undici risultano dispersi. Le operazioni di ricerca sono state avviate nelle acque interessate dall’incidente, in un tratto di mare diventato nelle ultime settimane sempre più pericoloso per la navigazione commerciale.
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha definito quanto accaduto «assolutamente inaccettabile» e ha annunciato un rafforzamento delle iniziative diplomatiche e militari per la sicurezza del Mar Nero. Sofia ha deciso di convocare l’ambasciatore russo e di coinvolgere direttamente NATO e Unione europea. Radev ha inoltre annunciato contatti con il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, chiedendo maggiore assistenza nella sorveglianza dello spazio marittimo e aereo bulgaro.
Il governo di Sofia mantiene tuttavia una posizione prudente sull’attribuzione dell’attacco. Le autorità bulgare hanno spiegato che, allo stato attuale delle indagini, non esistono elementi conclusivi che consentano di indicare con certezza chi abbia lanciato i droni. Radev ha osservato che quanto sta avvenendo nel Mar Nero finisce comunque per avere conseguenze favorevoli agli interessi russi, ma ha evitato di trasformare questa valutazione in un’attribuzione definitiva di responsabilità.
Diversa la posizione di Kiev. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha accusato direttamente la Russia, sostenendo che gli attacchi alle navi commerciali rappresentino un ulteriore tentativo di rendere insicure le rotte del Mar Nero e di colpire indirettamente il commercio internazionale e le esportazioni alimentari. Da Mosca sono invece arrivate smentite e l’ambasciata russa ha respinto le accuse, evocando la possibilità di provocazioni da parte di terzi.
Anche l’Unione europea ha reagito. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha condannato gli attacchi alle navi commerciali, sottolineando il pericolo che una nuova escalation nel Mar Nero può rappresentare non soltanto per gli equipaggi, ma per la sicurezza dell’intera regione e per le rotte commerciali internazionali. Dalla NATO è arrivata la disponibilità ad adeguare le proprie misure di difesa e sorveglianza qualora la situazione lo richiedesse.
Gli episodi del 13 ottobre non sono isolati. Soltanto una settimana prima altre due navi erano state colpite da droni nella zona economica esclusiva bulgara. Uno dei mercantili era affondato e diversi membri dell’equipaggio erano rimasti dispersi, mentre sulla seconda nave le persone a bordo erano state recuperate. Il ripetersi degli attacchi nel giro di pochi giorni ha aumentato la preoccupazione delle autorità bulgare, che ora chiedono un coordinamento più stretto anche con Romania e Turchia per garantire la sicurezza della navigazione.
Il Mar Nero resta infatti uno dei punti più delicati del conflitto tra Russia e Ucraina. Attraverso queste acque transitano importanti flussi commerciali, in particolare cereali e materie prime, e gli attacchi contro navi civili rischiano di produrre conseguenze che vanno ben oltre il teatro di guerra. La sicurezza delle rotte marittime è diventata negli ultimi anni una questione strategica tanto per Kiev e Mosca quanto per i Paesi della NATO affacciati sul bacino.
La Bulgaria si trova in una posizione particolarmente sensibile. Membro sia dell’Unione europea sia dell’Alleanza Atlantica, il Paese dispone di un lungo tratto di costa sul Mar Nero e negli ultimi mesi ha rafforzato il controllo del proprio spazio aereo e delle acque circostanti. Gli ultimi incidenti hanno però mostrato quanto possa essere difficile proteggere il traffico commerciale da velivoli senza pilota, soprattutto quando gli attacchi avvengono a poca distanza dalle acque territoriali.
Resta ora da chiarire chi abbia colpito i due mercantili e quale fosse l’obiettivo degli attacchi. Le indagini dovranno esaminare i frammenti dei droni, le rotte seguite dalle navi e tutti i dati radar disponibili. Nel frattempo continuano le ricerche degli undici marinai della HS Dignity.
Per Sofia il problema non riguarda più soltanto singoli incidenti in mare. Due attacchi nel giro di una settimana contro navi commerciali hanno trasformato la sicurezza della navigazione lungo le coste bulgare in una questione internazionale, portando il Mar Nero ancora più vicino al centro del confronto tra Russia, Ucraina e Paesi della NATO.

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