Papa: in Iraq per incontrare i cristiani e approfondire il dialogo interreligioso

Nei tre giorni della visita, Francesco si recherà a Baghdad, Najaf, Ur, Erbil, Mosul, Qaraqosh. In tre giorni pronuncerà quattro discorsi e terrà due omelie, un Angelus e una preghiera di suffragio per le vittime della guerra. Sabato l’incontro con Al-Sistani, massima autorità sciita del Paese.

Città del Vaticano – “Incontrare la comunità cristiana; approfondire il rapporto tra religioni diverse; incontrare l’Iraq” sono per Matteo Bruni, direttore della Sala stampa della Santa Sede, i tre obiettivi principali del viaggio che papa Francesco compirà in Iraq dal 5 all’8 di questo mese di marzo.

Nell’illustrare oggi il viaggio papale, Bruni ha detto che “fraternità e speranza”: sono le parole che “possono aiutarci a fare sintesi del prossimo viaggio in Iraq”, viaggio, peraltro che avviene durante una pandemia. “E di questo dovremo tenere conto”. A partire dai viaggiatori: il Papa, il suo seguito e i giornalisti che saliranno sull’aereo che alle 7.30 di venerdì decollerà da Roma per Baghdad sono tutti vaccinati contro il Covid-19. Chi non ha potuto farlo nel suo Paese, è stato vaccinato dal Vaticano.

Nei tre giorni della visita, Francesco si recherà a Baghdad, Najaf, Ur, Erbil, Mosul, Qaraqosh. In tre giorni pronuncerà quattro discorsi e terrà due omelie, un Angelus e una preghiera di suffragio per le vittime della guerra, come mostra il “programma aggiornato” diffuso oggi dalla Sala stampa.

Sarà il 33mo viaggio apostolico di papa Francesco, che corrisponde al 52mo Paese visitato, il primo di un papa in Iraq e il primo in un Paese a maggioranza sciita, segnato, in tale ottica, dalla visita che Francesco renderà, sabato a Najaf, al Grande ayatollah Al-Sistani, massima autorità religiosa sciita in Iraq, riverito anche in Iran. Prospettiva quest’ultima certamente non trascurata nella progettazione della visita

Visita che Giovanni Paolo voleva compiere nella prospettiva del Giubileo del 2000 e che Francesco aveva detto di voler compiere già poco dopo la sua elezione, il 30 ottobre 2013. Per pregare per l’Iraq, “colpito quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione e della pace”. Violenza, quella di cui è stato vittima l’Iraq, che dal 2004 si è moltiplicata fino a culminare, il 31 ottobre 2010, nell’attentato nella cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza, dove Francesco si recherà nel pomeriggio del 5 marzo per incontrare vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, seminaristi e catechisti.

Secondo i dati diffusi oggi dal Vaticano, in Iraq ci sono 590mila cattolici, 19 vescovi, 153 sacerdoti, 365 suore, 20 diaconi e 632 catechisti. Sono 32 i seminaristi maggiori.

Quanto alle strutture, la Chiesa irachena gestisce 55 scuole materne e primarie, 4 scuole medie inferiori e secondarie e 9 scuole superiori. Essa ha inoltre 7 ospedali, 6 ambulatori, 5 Case per anziani, invalidi e minorati, 10 Orfanatrofi e asili nido, 1 Consultorio familiare e 1 Centro speciale di educazione o rieducazione sociale.

Il programma definitivo del viaggio prevede, dunque, la partenza alle 7.30 da Roma per Baghdad, dove arriverà alle 14, ora locale. Dopo l’accoglienza ufficiale, un breve incontro con il primo ministro Al-Kadhimi. Alle 15 la cerimonia ufficiale di benvenuto nel palazzo presidenziale di Baghdad e la visita di cortesia al presidente della Repubblica Barham Ahmed Salih Qassim. Alla quale seguirà l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Qui, alle 15.45, il Papa terrà il suo primo discorso, mentre il secondo discorso è in programma alle 16.40 durante l’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i catechisti nella cattedrale siro-cattolica di “Nostra Signora della Salvezza”.

Sabato 6 marzo alle 7.45 il Papa partirà in aereo per Najaf, nel cui aeroporto alle ore 9 si svolgerà la visita di cortesia al Grand Ayatollah Sayyid Ali Al-Husaymi Al-Sistani. Non sono previsti discorsi ufficiali. Alle 10 la partenza in aereo per Nassiriya, per l’incontro interreligioso nella Piana di Ur, dove Francesco terrà il suo terzo discorso di Francesco. Ritornato a Baghdad, alle 18, il Papa celebrerà la messa nella cattedrale caldea di “San Giuseppe”.

Domenica 7 marzo, alle 7.15, Francesco partirà in aereo per Erbil, nel cui aeroporto è previsto alle 8.30 l’incontro con il presidente e con il primo ministro della Regione autonoma del Kurdistan iracheno e l’accoglienza delle autorità religiose e civili della regione. Alle 9 la partenza in elicottero per Mosul, dove, a Hosh al-Bieaa (piazza della Chiesa) il Papa reciterà una preghiera di suffragio per le vittime della guerra. Ritornato a Qaraqosh, ci sarà l’incontro con la comunità locale – alla quale alle 11.30 indirizzerà un discorso, seguito dall’Angelus – nella chiesa dell’Immacolata Concezione. Alle 16 il Papa celebrerà la Mesa nello stadio “Franso Hariri” a Erbil, al termine della quale partirà in aereo per Baghdad.

Lunedì 8 marzo, alle 9.20, la cerimonia di congedo, prima della partenza per Roma, alle 9.40. L’atterraggio del volo papale è previsto alle ore 12.55 a Ciampino. (FP)

 

fonti: AsiaNews, Vetican News

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