Papa Leone XIV ai lefebvriani: «Tornate sui vostri passi, non consumate lo scisma»

Il discorso introduttivo del Papa apre il Concistoro in Aula Paolo VI con i cardinali di tutto il mondo

Alla vigilia delle consacrazioni episcopali annunciate a Écône, il Pontefice lancia un appello alla Fraternità San Pio X: «L’unità della Chiesa non può essere sacrificata»

di Redazione

(EN24) – Un appello fermo, ma ancora aperto alla possibilità di un ripensamento. Papa Leone XIV si rivolge alla Fraternità sacerdotale San Pio X, il movimento tradizionalista fondato da monsignor Marcel Lefebvre, chiedendo di non procedere con le consacrazioni episcopali annunciate a Écône, in Svizzera, senza il mandato pontificio.

«Tornate sui vostri passi, non consumate lo scisma», è il messaggio che arriva dal Pontefice alla vigilia di una decisione destinata a segnare in modo profondo i rapporti tra Roma e il mondo lefebvriano. Secondo quanto riportato dall’AGI, il Papa avrebbe rivolto un invito diretto alla Fraternità, richiamando il valore dell’obbedienza ecclesiale e dell’unità della Chiesa.

Al centro della vicenda ci sono le ordinazioni episcopali programmate per il primo luglio nel seminario di Écône. I sacerdoti indicati per ricevere la consacrazione sono Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. L’obiettivo dichiarato dalla Fraternità è assicurare una continuità episcopale al movimento, oggi legata ai due vescovi ancora in vita: Bernard Fellay e Alfonso de Galarreta.

Per la Santa Sede, tuttavia, procedere a nuove consacrazioni senza autorizzazione del Papa costituirebbe un atto gravissimo sul piano canonico. Il Dicastero per la Dottrina della Fede aveva già chiarito che ordinazioni episcopali prive del mandato pontificio configurano un atto scismatico e comportano la scomunica prevista dal diritto della Chiesa.

La vicenda riporta alla memoria quanto accadde il 30 giugno 1988, quando monsignor Lefebvre consacrò quattro vescovi senza il consenso di Giovanni Paolo II. Quelle ordinazioni segnarono una frattura profonda con Roma e portarono alla scomunica dei vescovi coinvolti. Anni dopo, nel 2009, Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro presuli nel tentativo di favorire un riavvicinamento, senza però arrivare a una piena ricomposizione dei rapporti.

Il nodo resta dottrinale oltre che disciplinare. La Fraternità San Pio X continua infatti a contestare diversi aspetti del Concilio Vaticano II, in particolare sul dialogo ecumenico, sulla libertà religiosa e sulla riforma liturgica. Da qui una distanza mai del tutto colmata con la Santa Sede, nonostante anni di colloqui, aperture e tentativi di mediazione.

L’appello di Leone XIV assume quindi un valore non solo giuridico, ma profondamente pastorale. Il Papa chiede ai lefebvriani di non trasformare una divergenza ecclesiale in una rottura definitiva, ricordando che la fedeltà alla Tradizione non può essere separata dalla comunione con il successore di Pietro.

Nelle prossime ore si capirà se l’invito del Pontefice produrrà un ripensamento o se la Fraternità procederà ugualmente con le consacrazioni. In quel caso, il rischio di una nuova frattura formale con Roma diventerebbe concreto, con conseguenze canoniche immediate per i celebranti e per i nuovi vescovi.

La Chiesa guarda dunque a Écône con preoccupazione. Dopo decenni di tensioni, il bivio appare netto: rientrare nel dialogo con Roma oppure consumare una separazione destinata a pesare a lungo sul rapporto tra il mondo tradizionalista e la Santa Sede.

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