Il designatore degli arbitri di Serie A e B avrebbe ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta sul campionato 2024-2025. Al centro degli accertamenti alcuni episodi arbitrali, tra cui Udinese-Parma e Inter-Verona. La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari.
di Redazione
Una nuova scossa attraversa il calcio italiano. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, risulta indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di concorso in frode sportiva. Secondo quanto riportato da AGI, nella serata di venerdì gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta che punta a verificare se alcuni episodi arbitrali siano stati condizionati da interferenze esterne o da pressioni improprie.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, riguarda il campionato di Serie A 2024-2025 e coinvolge uno dei settori più delicati dell’intero sistema calcistico: la gestione arbitrale e il funzionamento del Var. La notizia è stata rilanciata da diversi media nazionali, che citano l’agenzia AGI come fonte originaria dell’indiscrezione.
Tra le partite finite sotto la lente degli inquirenti vengono indicate Udinese-Parma e Inter-Verona. Nel primo caso, secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’attenzione riguarderebbe un possibile episodio da rigore e un presunto intervento esterno rispetto alla normale procedura Var; nel secondo, il focus sarebbe sulla mancata espulsione di Alessandro Bastoni per una gomitata ai danni di Ondrej Duda. Si tratta, è bene sottolinearlo, di profili ancora oggetto di accertamento e non di responsabilità accertate.
Il nome di Rocchi rende la vicenda particolarmente rilevante. Ex arbitro internazionale e figura centrale nella governance tecnica dei direttori di gara, Rocchi è stato confermato nel luglio 2024 nel ruolo di designatore della CAN di Serie A e B per altre due stagioni. La sua posizione, dunque, non riguarda solo una singola valutazione arbitrale, ma il cuore organizzativo del sistema che assegna, valuta e coordina gli arbitri dei principali campionati professionistici italiani.
Il punto più delicato riguarda il rapporto tra decisione di campo, tecnologia e catena di comando. Il Var è nato per ridurre l’errore umano, ma la sua efficacia dipende dalla trasparenza delle procedure e dall’autonomia di chi è chiamato a intervenire. Se l’inchiesta dovesse confermare l’esistenza di pressioni esterne o condizionamenti, il tema non sarebbe soltanto disciplinare o penale, ma profondamente istituzionale per il calcio italiano.
Allo stesso tempo, la cautela è indispensabile. L’avviso di garanzia è un atto a tutela dell’indagato e consente alla persona coinvolta di partecipare con pieni diritti agli accertamenti. Rocchi, come ogni indagato, deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva. In questa fase, la Procura verifica ipotesi investigative e raccoglie elementi; non esiste ancora alcun accertamento giudiziario conclusivo.
La vicenda arriva in un momento già complesso per la credibilità del calcio italiano, spesso attraversato da polemiche su arbitraggi, immagini Var, audio e interpretazioni regolamentari. Negli ultimi anni l’apertura comunicativa sugli episodi arbitrali aveva cercato di ricostruire fiducia tra istituzioni sportive, club e tifosi. Un’indagine di questo livello rischia ora di riportare al centro una domanda cruciale: chi controlla davvero il controllo?
Per questo il caso Rocchi supera il perimetro della cronaca giudiziaria. Tocca la fiducia nella regolarità del campionato, la trasparenza delle decisioni arbitrali e la capacità delle istituzioni sportive di garantire autonomia, indipendenza e tracciabilità nei processi decisionali. Saranno gli accertamenti della Procura a stabilire se vi siano state condotte penalmente rilevanti.
Fino ad allora resta un fatto politico-sportivo di enorme peso: il designatore degli arbitri di Serie A e B è finito al centro di un’inchiesta per frode sportiva. Una notizia che impone prudenza nelle parole, ma anche rigore nelle verifiche. Perché nel calcio, più ancora del risultato, ciò che deve restare intatto è la fiducia nella correttezza della competizione.

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