Rubio a Roma, asse Italia-Usa su Medio Oriente, Ucraina e sicurezza: Meloni parla di “dialogo franco”

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 08/05/2026 Roma, Italia Politica Rubio incontra Meloni e Tajani a Roma DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Il segretario di Stato americano ha incontrato Tajani alla Farnesina e poi Meloni a Palazzo Chigi. Al centro dei colloqui Iran, Stretto di Hormuz, Ucraina, Libano e rapporti transatlantici.

di Redazione

ROMA — Una giornata di diplomazia fitta, tra Farnesina, Palazzo Chigi e ambasciata americana. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha concluso l’8 maggio la sua visita a Roma dopo una serie di incontri istituzionali con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La missione, arrivata dopo i colloqui in Vaticano con Papa Leone XIV e il cardinale Parolin, si è chiusa con la partenza da Ciampino poco dopo le 15.

Il primo appuntamento della giornata è stato alla Farnesina, dove Rubio ha incontrato Tajani per un confronto sui principali dossier internazionali e sul rafforzamento dei rapporti tra Italia e Stati Uniti. Sul tavolo sono finiti la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz, la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele, il disarmo di Hezbollah, il futuro della missione Unifil, l’Ucraina, la transizione in Venezuela e a Cuba, oltre alle relazioni tra Unione europea e Stati Uniti e al tema dei minerali critici.

Tajani ha definito positivo il bilaterale, durato più del previsto, e ha ribadito l’importanza del legame transatlantico. Il ministro ha insistito su un punto politico: l’Europa ha bisogno degli Stati Uniti, ma anche Washington ha bisogno dell’Europa e dell’Italia. Sullo Stretto di Hormuz, Roma si è detta pronta a contribuire, quando ci saranno le condizioni, a un’iniziativa navale multilaterale e difensiva per garantire la libertà di navigazione.

Dopo la Farnesina, Rubio si è spostato a Palazzo Chigi per il colloquio con Giorgia Meloni, durato circa un’ora e mezza. L’incontro è stato presentato come una tappa di cortesia, ma si è svolto in un clima segnato dalle tensioni delle ultime settimane sul dossier iraniano e dal confronto interno all’Occidente sulle crisi internazionali. Meloni ha parlato di un confronto ampio e costruttivo, nel quale sono stati affrontati i rapporti bilaterali, il Medio Oriente, la navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e i processi di pace in Libano e Ucraina.

La premier ha poi sottolineato il carattere franco del dialogo con Washington: Italia e Stati Uniti, ha spiegato, restano alleati ma difendono ciascuno i propri interessi nazionali. Nel corso della giornata Meloni ha aggiunto di aver discusso con Rubio anche di Ucraina, Cina e della prossima visita del presidente americano Donald Trump, ribadendo il valore del rapporto transatlantico e dell’unità dell’Occidente.

Da parte americana, Rubio ha parlato di un incontro molto positivo con Meloni e di una partnership strategica da rafforzare. Il Dipartimento di Stato Usa ha evidenziato il coordinamento sulle priorità condivise, citando le sfide alla sicurezza regionale, il Medio Oriente, l’Ucraina e la collaborazione transatlantica contro le minacce globali.

Il tema della sicurezza marittima è stato uno dei fili rossi della visita. Rubio, parlando alla stampa, ha sostenuto che di fronte al rischio che una potenza eserciti un controllo su vie d’acqua strategiche non bastano dichiarazioni di principio. Tajani, in serata, ha precisato che l’Italia è disponibile a missioni internazionali nell’area di Hormuz solo dopo un cessate il fuoco e in un quadro definito, ribadendo che l’Iran non deve arrivare all’arma nucleare.

Nel confronto con i giornalisti Rubio ha toccato anche il tema Nato, chiarendo che durante la visita non sono stati discussi dettagli specifici sulle truppe americane in Italia. Il segretario di Stato ha però spiegato che eventuali decisioni sulla presenza militare Usa in Europa spettano al presidente Trump, pur ribadendo il proprio sostegno all’Alleanza atlantica.

La giornata ha avuto anche un momento simbolico alla Farnesina, con la consegna a Rubio dei documenti sulle origini piemontesi della sua famiglia, legate a Casale Monferrato. Alla cerimonia erano presenti Tajani, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco Emanuele Capra. Rubio ha ringraziato e ha scherzato sulla promessa di tornare in Italia parlando italiano.

Non sono mancate le reazioni politiche. Dall’opposizione, Nicola Fratoianni e Matteo Renzi hanno criticato il senso della visita e il ruolo del governo nei rapporti con l’amministrazione Trump. Per la maggioranza, invece, l’incontro ha rappresentato una conferma della centralità dell’Italia nel dialogo tra Europa e Stati Uniti in una fase segnata da crisi aperte su più fronti.

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