Alla Parrocchia SS. Medici la mostra “Le immagini raccontano”, un itinerario spirituale tra storia salesiana, devozione popolare e gratitudine per l’eredità delle Figlie di Maria Ausiliatrice
di Salvatore Stano
SAVA (EN24) – In un tempo in cui la fretta rischia di consumare anche la memoria, Sava sceglie di fermarsi. Di guardare alle proprie radici non con nostalgia, ma con riconoscenza. Di custodire una storia che continua a parlare al presente e a generare fede, educazione e speranza.
È in questo orizzonte che nasce la mostra “Le immagini raccontano”, esposizione di santini antichi e reliquie allestita presso la Parrocchia dei Santi Medici Cosimo e Damiano di Sava in occasione della festa di Santa Maria Domenica Mazzarello, fondatrice, insieme a San Giovanni Bosco, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Don Roberto Lonoce
A dare il senso più profondo dell’iniziativa è il parroco, don Roberto Lonoce, che legge questo appuntamento come un gesto di memoria viva. Non una memoria sterile, né semplicemente celebrativa, ma una memoria capace di educare ancora oggi. «Sentiamo forte il bisogno di fermarci e di custodire la memoria», sottolinea il sacerdote, indicando in questa mostra un’occasione per riscoprire ciò che ha plasmato la vita spirituale ed educativa della comunità.
L’evento assume un valore particolare perché ricorrono dieci anni dalla chiusura dell’Istituto Maria Ausiliatrice – Opera “Giovanna Cinieri”, che per oltre settant’anni ha accompagnato generazioni di giovani, famiglie e ragazze nel solco del carisma salesiano. Una presenza discreta e feconda, che ha inciso profondamente nella storia religiosa, sociale ed educativa di Sava.
Ma, come ricorda don Roberto, la chiusura di un luogo non coincide con la fine di un carisma. «Il carisma non è mai legato semplicemente a un luogo fisico: è un soffio dello Spirito che continua a vivere nelle persone». Ed è proprio questo soffio che oggi si ritrova nell’Oratorio, nelle ex allieve, nell’Associazione Mornese e in quanti, spesso nel silenzio, continuano a educare alla vita buona del Vangelo.
La mostra nasce dunque dal desiderio di rendere visibile ciò che è invisibile: la traccia spirituale lasciata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, la forza della devozione popolare, la bellezza semplice di una fede tramandata attraverso immagini, gesti, preghiere e relazioni.
Grazie alla collaborazione dell’Associazione Mornese e del prof. Antonio Pesare, docente ed educatore salesiano, saranno esposti oltre cento santini antichi, datati tra il 1890 e il 1959, provenienti dalla collezione privata del professore. Non semplici immagini devozionali, ma, nelle parole del parroco, vere e proprie “finestre sul cielo”.
I santini hanno avuto nella tradizione cristiana popolare una funzione preziosa: portare il volto dei santi nelle case, tra le pagine dei libri, nelle mani della gente semplice, nella quotidianità della preghiera. Essi ricordano che la santità non è un ideale lontano o irraggiungibile, ma una possibilità concreta, una chiamata iscritta nella vita di ogni battezzato.
Nei volti di Santa Maria Domenica Mazzarello, di Don Bosco, di Maria Ausiliatrice e di tanti venerabili, beati e santi della Famiglia Salesiana, la comunità potrà riconoscere non solo figure del passato, ma testimoni ancora capaci di orientare il presente. È una santità che non si limita a essere ammirata: chiede di essere accolta, imitata, tradotta in educazione, servizio e carità.


San Giovanni Bosco
Accanto ai santini, l’esposizione sarà arricchita da reliquie di secondo e terzo grado, custodite in piccole teche e medaglie. Anche su questo punto don Roberto offre una lettura intensa e profondamente cristiana: in un mondo che fatica a comprendere il valore dei segni, la reliquia può apparire distante, ma in realtà richiama il cuore stesso della fede. «Il cristianesimo non è un’idea, ma un incontro», ricorda il parroco. Le reliquie parlano di corpi reali, di vite donate, di storie concrete nelle quali la grazia ha preso carne.
Per questo sostare davanti a questi segni non significa compiere un gesto formale o sentimentale, ma aprirsi a una domanda di fede. Vedere, contemplare, lasciarsi interrogare: ogni santino, ogni reliquia, ogni volto racconta una storia e pone una domanda decisiva, che don Roberto formula con chiarezza: che cosa stai facendo della tua vita?
La mostra, dunque, non vuole essere soltanto un’esposizione, ma un’esperienza. Un invito a rallentare, a guardare con occhi nuovi, a riconoscere nella storia della comunità un’eredità ancora viva. Custodire la memoria delle Figlie di Maria Ausiliatrice significa assumere oggi la responsabilità di continuare la loro missione educativa e spirituale.
Sava è chiamata a partecipare non da semplice spettatrice, ma da protagonista di un cammino di gratitudine e riscoperta. Perché da piccoli segni — un santino ingiallito dal tempo, una reliquia custodita con devozione, un volto di santo consegnato alla preghiera — può nascere ancora qualcosa di grande: una fede più consapevole, una speranza più forte, una carità più concreta.
Nel segno di Santa Maria Domenica Mazzarello, la comunità ritrova così una pagina importante della propria storia e la consegna al futuro. Perché, come ricorda don Roberto Lonoce, la santità non è mai un ricordo del passato, ma una possibilità del presente.
Programma
9 maggio
Ore 19.30 – Inaugurazione e benedizione della mostra presso i locali della Parrocchia SS. Medici.
10 maggio
Inizio del Triduo.
12 maggio
Ore 18.30 – Celebrazione Eucaristica, saluto e catechesi dell’Ispettrice Sr. Ivana Milesi.
13 maggio
Festa di Santa Maria D. Mazzarello.
Ore 18.30 – Celebrazione Eucaristica.
Ore 19.30 – Adorazione Eucaristica animata dalle Ex-Allieve e dai giovani dell’Oratorio.
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni del Triduo, dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
Parrocchia Santi Medici Cosimo e Damiano
Parroco: Sac. Roberto LONOCE
Indirizzo: Via S. Cosimo, 24 – 74028 Sava (TA)
Tel.: 099.9726044
E-mail: savasantimedici@diocesidioria.it


Be the first to comment on "Santa Maria Domenica Mazzarello, memoria viva a Sava: santini antichi e reliquie raccontano una fede che educa"