Secondo la rilevazione BidiMedia, il centrosinistra sarebbe competitivo solo in assetto largo, ma la sfida diretta per Palazzo Chigi continuerebbe a premiare Giorgia Meloni. Decisivo anche il peso di Vannacci e di Futuro Nazionale negli equilibri del centrodestra.
di Redazione
ROMA (EN24) – Il centrodestra resta in difficoltà rispetto ai suoi livelli migliori, ma Giorgia Meloni continua a rappresentare il punto di forza della coalizione nella sfida per Palazzo Chigi. È quanto emerge dai sondaggi politici BidiMedia aggiornati al 7 maggio 2026, rilanciati da Il Sussidiario, che fotografano uno scenario ancora fluido ma politicamente molto significativo in vista delle prossime elezioni politiche.
Il dato più rilevante riguarda le coalizioni. Nello schema tradizionale, il centrodestra si fermerebbe al 42,6%, mentre il cosiddetto campo largo progressista — composto da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Più Europa e Italia Viva — arriverebbe al 45,7%. Ma l’ingresso nell’area di centrodestra di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, cambierebbe il quadro: la coalizione salirebbe al 45,9%, superando di misura il fronte progressista.
Il sondaggio conferma anche il ruolo centrale di Fratelli d’Italia, che con Giorgia Meloni viene indicato al 27,8%. Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, si attesterebbe al 7,8%, mentre la Lega di Matteo Salvini scenderebbe al 6,2%. Noi Moderati sarebbe stabile allo 0,8%. Sul versante opposto, il Partito democratico risulterebbe in calo al 22,5%, il Movimento 5 Stelle al 13% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,8%.
La partita, però, non si giocherebbe soltanto sui numeri dei partiti. Il tema vero resta la leadership. Nel campo progressista, Elly Schlein risulterebbe favorita in eventuali primarie di coalizione, con il 37,5% delle preferenze tra gli elettori dell’area. Alle sue spalle Giuseppe Conte, indicato al 26,5%, e la sindaca di Genova Silvia Salis, al 25,9%. Un vantaggio importante per la segretaria del Pd, ma non sufficiente, secondo la rilevazione, a ribaltare il rapporto di forza con la premier.
Nello scontro diretto tra coalizioni guidate dalle due leader, infatti, Meloni resterebbe avanti: il centrodestra a sua guida arriverebbe al 52,3%, mentre il campo largo guidato da Schlein si fermerebbe al 47,7%. È questo il dato politico più pesante: il centrosinistra può crescere solo allargando il perimetro, ma la figura della presidente del Consiglio continua a garantire al centrodestra un vantaggio competitivo nella sfida nazionale.
Il quadro che emerge è quello di una competizione ancora aperta, ma segnata da due elementi chiave. Da un lato, il centrodestra deve risolvere il nodo dell’allargamento e dei rapporti interni, soprattutto in presenza di una possibile area Vannacci capace di incidere sugli equilibri. Dall’altro, il centrosinistra deve capire se il campo largo sia davvero una coalizione politica o solo una somma elettorale di sigle.
In questo scenario, Giorgia Meloni conserva il vantaggio della leadership, mentre Elly Schlein appare più forte dentro il suo campo che nella sfida generale con il centrodestra. Le prossime mosse dei partiti, la legge elettorale e le alleanze saranno dunque decisive.

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