La denuncia del sindacalista Andrea Lumino riguarda un parente finito al Santissima Annunziata dopo una caduta in strada. Codice verde, lunghe attese per gli accertamenti e il racconto: “Sulla barella senza acqua né cibo”.
di Redazione
Una caduta su un marciapiede dissestato si è trasformata in un’attesa di oltre trenta ore al pronto soccorso. È quanto denunciato dal sindacalista Andrea Lumino, che ha raccontato sui social il caso di un suo stretto parente, trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto dopo essere inciampato in una buca ed essere caduto con il volto a terra. L’uomo è arrivato in ambulanza nella mattinata del 23 aprile, in codice verde, ed è stato dimesso solo la sera del 24 aprile.
Secondo la ricostruzione, dopo le prime medicazioni per le escoriazioni, il paziente è rimasto in attesa nella sala del pronto soccorso per essere sottoposto a una tac. L’esame sarebbe stato effettuato solo in serata, dopo molte ore, mentre la permanenza sulla barella si è prolungata anche durante la notte. Una seconda tac di controllo e una consulenza otorinolaringoiatrica, resa necessaria dal trauma al volto, hanno ulteriormente allungato i tempi.
La parte più dura della denuncia riguarda le condizioni dell’attesa. Lumino sostiene che il parente sia rimasto per ore senza ricevere né acqua né cibo e che solo l’intervento di una dottoressa di un altro reparto abbia permesso di avere un panino e una bottiglietta d’acqua. Il racconto non punta solo al singolo episodio, ma diventa una critica più ampia allo stato del pronto soccorso tarantino e alle difficoltà vissute sia dai pazienti sia dal personale sanitario.
Il caso riaccende così il tema della pressione sui reparti di emergenza, dove i codici meno gravi possono restare a lungo in attesa quando le urgenze più serie assorbono risorse e personale. Ma la denuncia solleva anche una questione di dignità dell’assistenza: anche nei tempi lunghi degli accertamenti, chi resta su una barella dovrebbe poter contare su condizioni minime di cura, informazione e supporto.
Nelle parole di Lumino, i cittadini di Taranto avrebbero diritto a un ospedale capace di non trasformare l’accesso al pronto soccorso in una prova di resistenza. La vicenda, partita da una buca in strada e finita in ospedale, mette insieme due fragilità diverse: la manutenzione urbana e la tenuta del sistema sanitario locale.

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