L’Italia estende i controlli per chi arriva dalla Spagna fino a metà settembre. Il governo spagnolo risponde specularmente sui voli e sui traghetti provenienti dalla penisola.
di Redazione
(EN24) – Non si allenta il gelo tra Italia e Spagna sul fronte della gestione dei confini comunitari. Il Ministero dell’Interno italiano ha ufficializzato la proroga fino al 15 settembre dei controlli di sicurezza per i passeggeri provenienti dal territorio spagnolo, sia via aerea sia via mare. La misura, introdotta originariamente all’inizio di agosto per contenere la spinta migratoria legata agli eventi dell’exclave di Ceuta, viene così estesa per ulteriori due settimane.
Dall’altra parte del Mediterraneo la risposta non si è fatta attendere. Madrid ha risposto con una decisione speculare, prolungando le verifiche sui viaggiatori in arrivo dall’Italia fino al 21 settembre.
Le ragioni del Viminale e il confronto tra i ministri
La decisione del governo italiano nasce dalle analisi condotte dagli specialisti del Comitato per la sicurezza delle frontiere. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che, sebbene permangano le condizioni di rischio rilevate un mese fa, l’estensione è stata limitata a sole due settimane per monitorare i progressi.
La misura è stata preceduta da un colloquio telefonico con l’omologo spagnolo Fernando Grande-Marlaska. Da parte italiana si riconoscono gli sforzi messi in campo dalle autorità iberiche e dalle istituzioni europee per stabilizzare l’area nordafricana, assicurando che le procedure di controllo restano comunque studiate per ridurre al minimo i disagi nei transiti dei cittadini.
Accuse reciproche e disinformazione sullo sfondo
Nonostante le interazioni tra i ministeri, il clima politico resta teso. Le istituzioni spagnole continuano a contestare l’impostazione italiana, definendo la scelta una risposta poco solidale che rischia di strumentalizzare la gestione dei flussi per motivi di propaganda interna.
A complicare il quadro generale si inserisce la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez. Il capo del governo di Madrid ha escluso responsabilità dirette del Marocco nella crisi estiva a Ceuta, puntando l’indice contro campagne orchestrate di disinformazione e condotte da attori internazionali con l’obiettivo di destabilizzare le frontiere dell’Unione Europea.

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