Alta tensione in Siria durante la delicata visita di Stato del presidente francese. Il leader dell’Eliseo messo in sicurezza dalle teste di cuoio e dall’intelligence
di Redazione
(EN24) – Momenti di altissima tensione e panico geopolitico nel cuore della Siria. Una serie di fortissime esplosioni ha squassato il centro di Damasco, ad Alerts, scatenando il massimo livello di allarme per la sicurezza internazionale. Le deflagrazioni sono avvenute a brevissima distanza dall’albergo di lusso in cui alloggia il presidente francese Emmanuel Macron, impegnato in queste ore in una rischiosissima e discussa visita di Stato ufficiale nel Paese mediorientale per tentare di riaprire i canali diplomatici regionali.
La capitale siriana è piombata in uno stato di assedio virtuale. Colonne di fumo denso e nero si sono sollevate nel cielo sopra il quartiere che ospita le principali ambasciate occidentali e le residenze governative. Le forze militari siriane hanno isolato l’intera area con posti di blocco blindati, impedendo il transito dei civili e avviando rastrellamenti mirati per individuare l’origine delle detonazioni, che secondo le prime indiscrezioni potrebbero essere state causate dal lancio di colpi di mortaio o dall’incursione di droni kamikaze ostili.
Il gravissimo episodio rischia di far saltare definitivamente il calendario dei colloqui bilaterali e solleva pesanti interrogativi sull’opportunità strategica della missione diplomatica francese in un territorio ancora fortemente instabile. Nonostante lo shock e la temporanea sospensione delle attività pubbliche, da Parigi fanno sapere che i canali di comunicazione tra l’Eliseo e le cancellerie alleate restano costantemente aperti per monitorare l’evoluzione della situazione sul campo e decidere le modalità del rientro in sicurezza del presidente.

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