Minacce e piani contro Sigfrido Ranucci: indagato l’imprenditore Valter Lavitola

Svolta nell’inchiesta della Procura di Roma sul complotto ai danni del conduttore di Report. L’ex latitante avrebbe assoldato emissari per colpire il giornalista

di Redazione

(EN24) – Un’inquietante trama criminale mirata a mettere a tacere una delle voci più note del giornalismo d’inchiesta italiano è stata parzialmente svelata dagli inquirenti capitolini. La Procura della Repubblica di Roma ha iscritto ufficialmente nel registro degli indagati l’imprenditore ed ex editore Valter Lavitola, personaggio già noto alle cronache giudiziarie nazionali. L’accusa formale mossa dai magistrati è di aver pianificato un vero e proprio attentato o un’azione punitiva violenta ai danni di Sigfrido Ranucci, vicedirettore di Rai 3 e storico conduttore della trasmissione Report.

L’indagine, condotta con il massimo riserbo dai reparti investigativi d’élite delle forze dell’ordine, ha subìto un’accelerazione decisiva a seguito dell’acquisizione di intercettazioni telefoniche e ambientali e delle dichiarazioni di alcuni testimoni chiave. Secondo la ricostruzione della Procura, Lavitola avrebbe cercato di assoldare e finanziare elementi legati alla criminalità organizzata o emissari stranieri per compiere un atto di ritorsione nei confronti del giornalista, da anni sottoposto a un rigido protocollo di scorta e tutela personale proprio a causa delle continue minacce di morte ricevute per le sue inchieste giornalistiche.

Il movente del complotto sarebbe da ricercare nel forte risentimento accumulato dall’imprenditore per i ripetuti servizi giornalistici televisivi realizzati dalla redazione di Report. La trasmissione della tv di Stato si era occupata a più riprese delle complesse vicende finanziarie internazionali, dei passati legami politici e delle intricate trame societarie offshore riconducibili a Lavitola, culminate in passato con la sua latitanza a Panama e successive condanne penali. L’attenzione mediatica del programma avrebbe, secondo l’ipotesi accusatoria, ostacolato i tentativi di riabilitazione economica e i nuovi affari dell’indagato.

La notizia del coinvolgimento di Lavitola ha suscitato un’ondata di sdegno e solidarietà unanime da parte del mondo politico, dei vertici di Viale Mazzini e del sindacato dei giornalisti Usigrai. Le autorità di pubblica sicurezza hanno immediatamente disposto un ulteriore inasprimento delle misure di protezione attorno a Ranucci e alla sua famiglia, mentre i magistrati romani continuano a scavare nei flussi finanziari dell’imprenditore per accertare se vi siano stati complici o mandanti di livello superiore all’interno del presunto disegno criminoso.

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