La presidente della Commissione europea annuncia una nuova strategia per spingere energia pulita, rinnovabili e nucleare. Al centro, la necessità di tagliare l’iper-dipendenza dalle fonti fossili, che pesa su famiglie, imprese e competitività industriale.
di Redazione
L’Europa prepara una nuova accelerazione sulla strada dell’elettrificazione. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che entro l’estate Bruxelles presenterà un piano d’azione per aumentare il ricorso all’elettricità nei consumi, nell’industria, nei trasporti e negli edifici. L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza europea da petrolio, gas e combustibili fossili, diventata ancora più fragile in un contesto internazionale segnato da guerre, crisi energetiche e volatilità dei prezzi.
La presidente della Commissione ha parlato di un impatto della crisi già “tangibile”, sottolineando che il conto delle importazioni di fonti fossili è aumentato di 25 miliardi di euro. Un dato che, nella lettura di Bruxelles, conferma la vulnerabilità strutturale dell’Unione: l’Europa resta troppo esposta alle oscillazioni dei mercati globali dell’energia e alle tensioni geopolitiche che condizionano forniture, prezzi e sicurezza degli approvvigionamenti.
Da qui la scelta di spingere su un cambio di passo. “Dobbiamo accelerare l’elettrificazione nell’Ue”, ha affermato von der Leyen, indicando in rinnovabili e nucleare due pilastri della nuova strategia energetica europea. La linea della Commissione punta a rafforzare le fonti pulite e accessibili, favorendo al tempo stesso una maggiore autonomia energetica dell’Unione.
Il piano annunciato dovrebbe inserirsi nella cornice di AccelerateEU, l’iniziativa con cui Bruxelles intende sostenere cittadini e imprese nel passaggio a un sistema energetico più elettrificato e meno dipendente dai combustibili fossili. Secondo le anticipazioni, il pacchetto includerà un obiettivo ambizioso di elettrificazione e misure per rimuovere gli ostacoli nei settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia.
La sfida non è soltanto ambientale. È anche industriale. Per molte imprese europee, il costo dell’energia resta uno dei principali fattori di perdita di competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Elettrificare significa quindi non solo decarbonizzare, ma anche provare a costruire un sistema energetico più stabile, prevedibile e meno esposto alle crisi internazionali.
Il nodo centrale sarà la capacità di rendere l’elettricità davvero conveniente. Senza reti adeguate, accumuli, procedure autorizzative più rapide e una fiscalità coerente, l’elettrificazione rischia di restare un obiettivo politico più che una trasformazione concreta. Per questo Bruxelles punta anche al potenziamento delle infrastrutture energetiche e a una revisione degli ostacoli che ancora frenano la diffusione dell’energia pulita.
La mossa della Commissione arriva in una fase in cui l’Europa cerca di ridefinire la propria sicurezza energetica dopo anni segnati dalla crisi del gas, dalla guerra in Ucraina e dall’instabilità mediorientale. La riduzione della dipendenza fossile non è più soltanto una questione climatica: è diventata una condizione di sovranità economica e politica.
Il piano per l’elettrificazione sarà dunque uno dei passaggi più rilevanti della nuova agenda europea. Dovrà tenere insieme transizione verde, competitività industriale, costi per famiglie e imprese e sicurezza degli approvvigionamenti. La promessa di von der Leyen è ambiziosa: trasformare la crisi energetica in una leva per rendere l’Europa più autonoma, più pulita e più forte.
La prova decisiva, però, sarà nella concretezza delle misure. Perché l’elettrificazione può diventare il motore della nuova politica industriale europea solo se accompagnata da investimenti, reti moderne e scelte regolatorie capaci di rendere l’energia pulita non solo desiderabile, ma davvero accessibile.

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