Ebola, caso sospetto a Cagliari: paziente in isolamento e test allo Spallanzani

Alessandro Serrano' / AGF - Un paziente sintomatico in isolamento all'ospedale di Cagliari

Scattati i protocolli sanitari dopo il rientro dal Congo di una persona con sintomi compatibili. Il Ministero della Salute: “Rischio molto basso in Italia”

di Redazione

(EN24) – Allarme sanitario a Cagliari per un sospetto caso di Ebola. Una persona rientrata dal Congo e con sintomi compatibili con l’infezione è stata presa in carico dalle autorità sanitarie e trasferita in isolamento in una struttura ospedaliera del capoluogo sardo, dove è stata sottoposta agli accertamenti previsti dai protocolli.

Il paziente si trova ricoverato e monitorato da personale medico specializzato. I campioni biologici saranno analizzati dall’Istituto Spallanzani di Roma, centro nazionale di riferimento per le malattie infettive. Solo l’esito dei test potrà confermare o escludere la positività al virus.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio nel centro di Cagliari. Per il trasferimento del paziente sono intervenuti operatori sanitari con dispositivi di protezione, affiancati da polizia, vigili del fuoco e polizia locale. In via precauzionale, una zona del centro cittadino è stata temporaneamente delimitata per consentire le operazioni in sicurezza.

La Regione Sardegna ha fatto sapere di aver attivato immediatamente tutte le procedure previste. Le autorità regionali sono in contatto costante con il Ministero della Salute, con le strutture sanitarie locali e nazionali, con la Protezione civile e con lo Spallanzani, dove verranno effettuate le analisi decisive.

Il Ministero della Salute ha confermato che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dal Congo e attualmente in isolamento a Cagliari. Nella stessa comunicazione è stato ribadito che il rischio di diffusione in Italia resta molto basso, anche alla luce delle misure di sorveglianza e dei protocolli già attivati.

Se il test dovesse risultare positivo, il paziente potrebbe essere trasferito allo Spallanzani, struttura specializzata nella gestione di infezioni ad alta pericolosità. Per ora, però, le autorità invitano alla cautela: la presenza di sintomi non equivale a una diagnosi e l’intera procedura è stata avviata proprio per verificare il quadro clinico in sicurezza.

Il caso arriva in un momento di particolare attenzione internazionale per l’epidemia di Ebola in alcune aree dell’Africa centrale. Nei giorni scorsi l’Italia aveva già gestito il rientro controllato di una chirurga di Medici Senza Frontiere entrata in contatto con pazienti positivi in Congo, poi sottoposta a quarantena e sorveglianza attiva allo Spallanzani.

L’episodio di Cagliari conferma l’importanza dei sistemi di sorveglianza sui rientri da aree a rischio. I protocolli prevedono isolamento, protezione degli operatori, tracciamento dei contatti e analisi in laboratori specializzati. Sono misure pensate per evitare qualsiasi esposizione non necessaria e per intervenire rapidamente in caso di conferma.

Il virus Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone infette, e non attraverso un semplice contatto casuale. Per questo le autorità sanitarie insistono sulla necessità di mantenere alta l’attenzione senza generare panico.

In attesa dei risultati, il paziente resta sotto osservazione e la catena di sicurezza sanitaria rimane attiva. La priorità è chiarire la diagnosi, proteggere gli operatori e garantire alla popolazione informazioni corrette, evitando allarmismi su un caso che al momento resta soltanto sospetto.

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