Dopo lo stop alle collaborazioni future deciso dalla Fondazione veneziana, la maestra replica in una nota: “Sono stata diffamata, calunniata, offesa e bullizzata per mesi”. Il caso resta aperto anche sul piano delle motivazioni formali.
di Redazione
Si consuma lo strappo definitivo tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice. La Fondazione veneziana, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con la direttrice d’orchestra. Una scelta che chiude una fase di tensioni durata mesi e che la stessa Venezi ha detto di aver appreso inizialmente dall’Ansa, prima di ricevere una comunicazione formale di risoluzione della nomina.
Nella sua replica, la maestra prende atto della decisione, ma sottolinea che il provvedimento dovrà essere chiarito nelle sue motivazioni e che sarà necessario rispondere “in modo opportuno”. Il riferimento è al percorso che ha portato la Fondazione a interrompere il rapporto, dopo polemiche, contestazioni interne e dichiarazioni pubbliche che avevano ulteriormente irrigidito il clima attorno alla sua figura.
Venezi respinge però l’idea di aver mancato di rispetto ai lavoratori del teatro. Al contrario, sostiene di essere stata bersaglio, negli ultimi otto mesi, di una campagna lesiva della sua immagine professionale, condotta sui social, sui giornali e in televisione. Secondo la direttrice, anche le sue recenti dichiarazioni al quotidiano argentino La Nación sarebbero state lette fuori contesto e strumentalizzate.
Il caso, dunque, non sembra destinato a chiudersi con la sola decisione della Fenice. Da una parte c’è la Fondazione, che ha scelto di interrompere ogni collaborazione futura; dall’altra c’è Venezi, che contesta il clima nel quale la vicenda è maturata e lascia intendere una possibile risposta nelle sedi opportune. Sullo sfondo resta il nodo del rapporto tra direzione artistica, orchestra e istituzione teatrale, diventato negli ultimi mesi uno dei casi più discussi nel panorama culturale italiano.
La frattura assume anche un valore simbolico. Venezi rivendica il proprio percorso personale e professionale, parlando delle difficoltà incontrate come giovane donna affermatasi fuori dai circuiti tradizionali. La Fenice, invece, dovrà ora gestire le conseguenze organizzative e reputazionali di una rottura arrivata dopo mesi di scontro pubblico. La vicenda resta in aggiornamento, in attesa di eventuali chiarimenti ufficiali sulle ragioni della risoluzione.

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