Mondiali 2026, il fuorigioco cambia passo: la Fifa prepara la svolta tecnologica

Guardalinee - Ipa/Fotogramma

Avvisi audio agli assistenti per gli offside evidenti, avatar 3D dei calciatori e intelligenza artificiale a supporto del Var. Le bandierine “in ritardo” resteranno solo nei casi più millimetrici

di Redazione

(EN24) – Il Mondiale 2026 si prepara a cambiare anche il modo di arbitrare il fuorigioco. La Fifa è pronta a introdurre una versione più avanzata della tecnologia semiautomatica, con l’obiettivo di ridurre le attese, rendere più rapide le decisioni e limitare una delle scene più discusse del calcio moderno: il guardalinee che aspetta la fine dell’azione prima di alzare la bandierina.

La novità non riguarda una modifica della regola del fuorigioco, ma il modo in cui gli arbitri saranno aiutati a rilevarlo. Nei casi più evidenti, il sistema invierà un avviso audio direttamente all’assistente, via radio, quando un attaccante sarà in posizione irregolare oltre una determinata soglia. In questo modo il guardalinee potrà fermare subito l’azione, senza dover attendere la conclusione del gioco e l’eventuale controllo successivo del Var.

Il principio è semplice: se il fuorigioco è chiaro, la decisione deve arrivare subito; se invece l’episodio è millimetrico, resterà la prudenza attuale. Per le situazioni più strette, infatti, la procedura continuerà a prevedere il completamento dell’azione prima dell’intervento arbitrale, così da evitare di interrompere un possibile gol valido. La tecnologia, dunque, non cancella il protocollo del Var, ma prova a renderlo meno invasivo nei casi in cui l’irregolarità è manifesta.

Secondo le ricostruzioni, la nuova soglia operativa dovrebbe riguardare i fuorigioco superiori ai 10 centimetri. È un salto significativo rispetto ai test precedenti, nei quali l’allerta diretta agli assistenti era prevista soltanto per posizioni irregolari molto più ampie, superiori ai 50 centimetri. Il passaggio indica la volontà della Fifa di spingere verso un arbitraggio più immediato, senza rinunciare al controllo nei casi dubbi.

Il cuore del sistema sarà la tecnologia semiautomatica del fuorigioco, già utilizzata nelle grandi competizioni internazionali e ora potenziata per il torneo nordamericano. Telecamere dedicate, sensori, tracciamento dei calciatori e dati del pallone consentiranno al sistema di ricostruire con precisione il momento del passaggio e la posizione dei giocatori coinvolti.

La vera novità del 2026 sarà però l’uso degli avatar 3D. Tutti i 1.248 calciatori attesi alla Coppa del Mondo saranno scansionati prima dell’inizio del torneo, durante le procedure fotografiche ufficiali. Da ogni scansione nascerà un modello digitale del giocatore, utile a rappresentare in modo più preciso le dimensioni del corpo e i punti validi per determinare il fuorigioco.

Gli avatar serviranno sia agli arbitri sia al pubblico. Da una parte aiuteranno il sistema a tracciare meglio i calciatori anche in situazioni di movimento rapido, sovrapposizioni o visuali parzialmente coperte. Dall’altra permetteranno di mostrare in tv e sugli schermi degli stadi ricostruzioni più chiare e realistiche delle decisioni prese dal Var, rendendo meno opaco un processo spesso percepito come freddo e incomprensibile.

La Fifa vuole così rispondere a una doppia esigenza: aumentare l’accuratezza e migliorare la fruizione dello spettacolo. Negli ultimi anni il Var ha ridotto molti errori, ma ha anche introdotto pause, incertezze e frustrazioni. Il fuorigioco, in particolare, è diventato il terreno più delicato: decisioni di pochi centimetri possono annullare un gol, cambiare una partita e alimentare polemiche globali.

La nuova procedura punta a separare i casi evidenti da quelli davvero controversi. Se un attaccante parte chiaramente oltre la linea difensiva, l’assistente potrà intervenire subito. Se invece il sistema rileva una posizione al limite, l’arbitro lascerà proseguire l’azione e il controllo sarà completato successivamente, come accade oggi.

Restano comunque alcuni limiti. La tecnologia può incontrare difficoltà quando ci sono molti giocatori vicini, quando un calciatore è a terra o quando le immagini non consentono una ricostruzione pienamente affidabile. In questi casi, l’assistente potrà scegliere di non alzare la bandierina se ritiene che il sistema non abbia fornito un’indicazione sufficientemente sicura.

Il ruolo umano, quindi, non scompare. Arbitri, assistenti e Var continueranno ad avere la responsabilità finale della decisione. La tecnologia non sostituisce l’arbitro, ma gli fornisce un supporto più rapido e sofisticato. È una distinzione decisiva, perché il calcio resta un gioco governato da persone, anche quando i dati entrano sempre più nel processo decisionale.

Il Mondiale in Stati Uniti, Messico e Canada sarà il più grande di sempre, con 48 squadre e 104 partite. Proprio per questo la Fifa vuole arrivare al torneo con strumenti capaci di sostenere un volume enorme di gare, immagini, decisioni e attenzione mediatica. Ogni errore arbitrale in una Coppa del Mondo pesa molto più che in una normale competizione di club.

La rivoluzione del fuorigioco si inserisce in un pacchetto più ampio di innovazioni tecnologiche. Oltre agli avatar 3D, la Fifa ha lavorato su palloni con sensori, immagini stabilizzate dalla prospettiva dell’arbitro e strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale. Il Mondiale 2026 sarà quindi anche un banco di prova per il futuro dell’arbitraggio.

La sfida sarà trovare l’equilibrio giusto. Un calcio più preciso non deve diventare un calcio più freddo; una decisione più rapida non deve togliere spazio alla comprensione; la tecnologia deve servire il gioco, non dominarlo. Se funzionerà, il nuovo sistema potrà ridurre attese e proteste. Se invece apparirà troppo invasivo o poco chiaro, il dibattito sul rapporto tra calcio e intelligenza artificiale diventerà ancora più acceso.

Il fuorigioco, da sempre una delle regole più controverse e affascinanti del gioco, entra così in una nuova fase. Non cambia la sua logica sportiva, ma cambia il modo in cui verrà visto, misurato e comunicato. Al Mondiale 2026, anche una bandierina alzata potrà raccontare il calcio del futuro.

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